Resilienza Territoriale

“Adattarsi oppure implodere? L’importanza della Resilienza davanti a un lutto” – Barbara Olivieri

Barbara Olivieri. 

Ciao Barbara. Presentati ai nostri lettori: chi sei e di cosa ti occupi?

“A chi mi chiede cosa faccio, mi definisco con la tagline che utilizzo sui profili social:

“Faccio l’architetto che lavora con gli ingegneri.”

Infatti sono laureata in Architettura e lavoro da vent‘anni in una società di ingegneria che opera nel campo della impiantistica elettrica.

Ma non solo: ho una grande passione per il public speaking e per la lettura ad alta voce, che hanno trovato una via di espressione nell’essere – tra le tante cose – speaker curator per TEDxTorino e TEDxBrianza, e lettrice volontaria per il Patto di Milano per la Lettura”


Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non? Puoi raccontarci un episodio significativo?


“Credo che la Resilienza sia stata molto importante nella mia vita.

Sia a livello personale che a livello professionale.

Due ambiti (quello personale e quello professionale) strettamente interconnessi, tra l’altro.


Se guardo indietro e osservo il mio percorso professionale, forse è stato un adattamento costante e continuo: dalla laurea e la sua declinazione in una professione diversa (e quasi ibrida), fino a cantieri nei quali mi sono adattata e plasmata alla situazione, fortemente focalizzata sull’obiettivo finale, uscendone diversa e comunque arricchita (non senza grandi fatiche). Riuscendo anche a portarmi a casa molti nuovi insegnamenti.


A livello personale un lutto recente (risalente a due anni fa) e improvviso è stato forse il più grande test di Resilienza che abbia mai fatto sino ad oggi: adattarsi e attraversare la situazione, o implodere.

Non c’erano altre strade.

Ho scelto la prima, attingendo a risorse acquisite anni prima in tempi “non sospetti”.


Resilienza significa anche capacità di trasformare un problema in opportunità: condividi questa visione? In che modo sei riuscito a metterla in pratica?


“Come ho accennato nella risposta precedente, la percezione più evidente della Resilienza l’ho avuta proprio con l’evento personale di due anni fa.

Un episodio nel quale ho attinto a quelle risorse acquisite in tempi non sospetti.

Quando grazie (è il caso di dirlo) ad una crisi professionale avvenuta nel 2007 mi sono avvicinata al mondo della crescita personale e del coaching.

Ho avuto la fortuna di incontrare formatori che mi hanno dato molti strumenti che si sono rivelati preziosi nel tempo e ancor più preziosi proprio due anni fa.

Strumenti che mi hanno dato una struttura mentale (un mindset) in grado di reggere e governar(mi) nel massimo momento di pressione emotiva, aprendo – nel contempo – nuove strade di collaborazione grazie alle competenze messe in campo per superare le grandi difficoltà del momento”

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reinventarsi o a proporre nuove soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?


“Prima dell’emergenza Coronavirus avevo iniziato a sondare nuove possibilità di business.


La situazione degli ultimi mesi ha però accelerato tutto questo: il lavorare da casa ha aumentato la disponibilità di tempo (prima dedicata agli spostamenti) e ha reso possibile “mettere la testa” su progetti in essere, lavorandoci un po’ di più.


Ha confermato che la professione che svolgo da anni può essere tranquillamente fatta da casa (basta un computer, una connessione alla rete ed un telefono), riducendo gli spostamenti ai sopralluoghi e alle attività di cantiere.


E la conseguente riorganizzazione ha reso possibile approfondire l’attività di public speaking (e la lettura ad alta voce) e il nuovo business legato al mondo della nutraceutica e del benessere”.


Infine: puoi anticiparci qualcosa dei tuoi progetti futuri?


“Difficile anticipare qualcosa.

Non perché non voglia, ma perché mi sento “work in progress”.

Divisa tra branche della professione attuale (il lighting design e l’architettura comportamentale), la comunicazione (letta, scritta e parlata) e la nutraceutica.

Aree molto diverse tra loro, ma che per me rivestono uguale importanza, e che si raccolgono sotto un altro motto che sento molto:

il “progettare per gli altri””.

Barbara Olivieri

#Resilienza #collaborazione #imprenditori #territorio #etica

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