Resilienza Territoriale

Affrancarci dai beni materiali per ritrovare l’equilibrio – Intervista a Giulia Comba

ricerca equilibrio

Sommario

In questa intervista Giulia Comba, speaker dell’edizione 2020 del TEDxCorianofacilitatrice del pensiero e della comunicazione, consulente e formatrice aiuta professionisti e aziende che desiderano chiarezza mentale, velocità di pensiero e capacità risolutiva – ci spiega cosa l’ha spinta ad avere un nuovo approccio sul mondo, distanziandosi dai beni materiali per ricercare un nuovo punto di equilibrio.


La ricerca dell’equilibrio: come tutto ha inizio

Raccontami un po’ di te e della tua storia fino ad oggi?


“Sono una consulente, formatrice e imprenditrice.

Mi sono laureata in architettura anche se di fatto non ho mai esercitato la professione.

Dal mondo dell’architettura ho però desunto due competenze specifiche: la visione generale, cioè la visione di un insieme e dei singoli elementi che lo compongono, e la visione estetica, cioè la capacità di individuare il bello e l’armonia tra le parti.

Dopo un periodo come freelance, ho aperto un’agenzia di comunicazione che ho portato avanti con successo per diversi anni.

Dopo circa 10 anni, tuttavia, ho iniziato ad avvertire la necessità di andare oltre quella piccola zona di comfort che mi ero costruita, di impegnarmi attivamente per qualcosa che mi permettesse di essere in prima linea per la crescita mia e delle altre persone.

Attualmente svolgo la professione di formatrice e consulente specializzata nell’ambito dell’organizzazione del pensiero e delle informazioni con un focus particolare sul tema delle mappe mentali”.


Quando hai preso consapevolezza del cambiamento climatico/sostenibilità?


“Sono da sempre una grande appassionata di sport.

Ho praticato tantissime discipline, dal windsurf alla vela passando per corsa e parapendio, e questo mi ha avvicinato molto alla natura, portandomi a comprendere l’importanza dell’ambiente che ci circonda e la necessità di rispettarlo.

Si può dire che questa consapevolezza è presente in me fin da giovanissima, quando al posto del motorino decisi di comprarmi una bicicletta”.


Cosa è cambiato da allora nella tua vita e nella tua carriera?


“Come spiegavo prima, trascorsi circa dieci dall’apertura della mia agenzia, ho sentito nascere in me un’urgenza diversa, il bisogno di fare qualcosa di più profondo e radicale.

Mi sono resa conto che molte cose che fanno parte della nostra vita – avere un’auto, una bella casa, dei bei vestiti – non mi davano più alcuna soddisfazione.

Ha avuto inizio un percorso di distanziamento e affrancamento dai beni materiali: pian piano, ho venduto la macchina, poi la casa, ho cercato di attuare una sorta di semplificazione della mia vita”.

Un equilibrio difficile da preservare

Qual’è stato il punto di rottura tra il prima e il dopo (perché hai deciso di cambiare le cose)?


“Il fatto è che possedere delle belle cose non era più sufficiente a farmi sentire realizzata.

Compresa questa verità fondamentale, mi sono messa alla ricerca di quello che per me era un nuovo punto di equilibrio, un’armonia interiore ed esterna”.


Che difficoltà hai dovuto superare?


“Si tratta di scelte non certo facili da attuare e che hanno ricadute pesanti sulla nostra quotidianità.

Rinunciare alla macchina, ad esempio, implica dover dedicare più tempo ai viaggi o essere dipendenti dagli altri e ricorrere obbligatoriamente ai mezzi pubblici.

C’è però un altro lato della medaglia: viaggiare in treno mi ha dato la possibilità di utilizzare il tempo a disposizione per studiare e informarmi, mi sono resa conto di quanto spazio purtroppo sottraiamo ogni giorno a noi stessi”.


Quali sono stati i tuoi risultati sorprendenti?


“Ho capito che le cose che ci sembrano impossibili in realtà sono meno difficili di quanto si pensa.

Oggi mi guardo indietro, e vedo che sono riuscita a centrare gli obiettivi che mi ero preposta e che in un primo momento mi parevano irraggiungibili. Non esiste sensazione più appagante”.


C’è qualcuno (mentore, compagni d’avventura, mecenate) che ha giocato un ruolo importante?


“In generale tutte le persone che con coraggio mi hanno dimostrato che si può andare controcorrente.

Ho capito che non dobbiamo imboccare una strada solamente perché speriamo di poter incontrare determinate persone, ma dobbiamo imboccare la strada che più ci sembra giusta: automaticamente ci ritroveremo al fianco di persone che vanno nella nostra stessa direzione”.


Cosa diresti a chi non conosce nulla del tuo mondo per avvicinarsi?


“Una delle cose che ho imparato, e che più di tutte mi ha spinto ad attuare dei cambiamenti, è che non dobbiamo avere paura di sperimentare.

Le novità spesso ci spaventano, ma non dobbiamo permettere che questo sentimento ci blocchi.

Per questo è importante imparare a pianificare, perché molto spesso le idee dentro la nostra testa appaiono più grandi di quanto non sono, e ce ne rendiamo conto solo quando riusciamo a dare loro concretezza”.

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Il nostro equilibrio quotidiano


Concludo sempre le mie interviste chiedendo qualcosa di motivazionale per i lettori. Cosa ci puoi dire per ispirarci?


“Come dicevo, sono una grande appassionata di vela.

Muoversi spinti dal vento è una sensazione bellissima, ma ogni tanto occorre fermarsi per fare quello che, in linguaggio nautico, si chiama punto nave.

Capire dove stiamo andando e perché.

Allora possiamo fare una cosa molto semplice: prende carta e penna e sforzarci di scrivere o disegnare il punto in cui ci troviamo e quello che vorremmo raggiungere.

E’ fondamentale per comprendere quale rotta vogliamo seguire”.


Quali sono le 3 cose che le persone possono iniziare a fare per avviare un cambiamento delle nostre abitudini?


1. Anzitutto, scegliamo dei compagni di viaggio e facciamo in modo, attraverso il nostro esempio e le nostre azioni, di coinvolgerli.
2. Ogni tanto sediamoci su una panchina ed ammiriamo il paesaggio. Assaporiamo la bellezza e riempiamoci gli occhi con lo spettacolo della natura.
3. Prendiamo un foglio e dividiamolo in due colonne: da una parte scriviamo le cose che ci divertono, dall’altra quelle che viviamo come un obbligo.

Se le seconde superano le prime, allora c’è qualcosa che dobbiamo cambiare”.
11. C’è una richiesta che tu hai per i lettori?
“Fermatevi a pensare. Esercitate il pensiero. E’ con esso che potete acquisire consapevolezza”.


C’è qualcosa che dici spesso (es.: citazione o un motto)?


“A citare i nonni non si sbaglia mai. Mia nonna diceva sempre: si raccoglie ciò che si semina. Una lezione preziosa “.


Riassumendo, quali sono le tre cose che hai imparato nel tuo percorso di vita e che possiamo condividere con gli altri?


“1. Mi sto rendendo conto che dalle nostre azioni di oggi dipende ciò che saremo in futuro.
2. Ho imparato a chiedere aiuto.
3. L’importanza dell’affrontare la vita con entusiasmo”.

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