Resilienza Territoriale

Agricoltura biologica: come tutto è cominciato – Intervista a Giovanni Battista Girolomoni

agricoltura biologica giovanni girolomoni

Sommario

In questa intervista Giovanni Battista Girolomoni, speaker dell’edizione 2020 di TEDxCoriano, ci parla di agricoltura biologica, partendo dall’esperienza pionieristica di suo padre, Gino Girolomoni, fondatore di Alcenero, tra i primi a promuovere la cultura del bio in Italia.


Agricoltura biologica: l’inizio di una rivoluzione.

Raccontami un po’ di te e della tua storia fino ad oggi.
“Sono uno dei tre figli di Gino Girolomoni e Tullia Romani, due autentici pionieri del biologico in Italia.

Negli anni Settanta, ad Isola del Piano, un piccolo paese vicino ad Urbino, Gino e Tullia diedero vita a una delle primissime esperienze di agricoltura biologica in Italia.

Io sono nato nel 1983, crescendo nel monastero di Montebello, un edificio un tempo diroccato diventato un centro culturale molto importante, nel quale si riunivano filosofi e pensatori e dal quale è partita la diffusione del metodo biologico del resto del Paese.

Un luogo in cui i concetti legati all’ecologia si sposavano alla perfezione con una certa spiritualità e religiosità.

Dopo la laurea ad Urbino, sono entrato nella cooperativa che nel frattempo era sorta attorno alle diversità attività che si svolgevano a Montebello – specializzata soprattutto nella produzione di pasta – occupandomi prevalentemente del settore commerciale.

Nel 2012, a seguito della morte di nostro padre, insieme ai miei fratelli ho rilevato il timone della cooperativa, diventandone presidente.

Attività che porto avanti ancora oggi con impegno e dedizione”.

agricoltura biologica giovanni girolomoni

Quando hai preso cansapevolezza del cambiamento climatico/sostenibilità?


“In realtà la nostra è stata fin dall’inizio una scelta consapevole.

La sensibilità ambientale è insita nella mia famiglia praticamente da sempre.

Il modello dell’agricoltura biologica, alternativo rispetto a quello dell’agricoltura intensiva praticata con metodologie non sostenibili, è sempre andato di pari passo con una fortissima visione ecologista e di rispetto per il nostro pianeta.

Sarebbe impensabile il contrario”.


Cosa è cambiato da allora nella tua vita e nella tua carriera?


“Ribadisco il concetto: la pratica dell’agricoltura biologica è legata a filo doppio alle principali tematiche ambientali.

Le seconde non sono una conseguenza della prima, ma due concetti che convivono sullo stesso piano.

Per questo, fin dall’inizio, abbiamo deciso di adottare in maniera spontanea soluzioni ecosostenibili.

Negli anni Ottanta già sperimentavamo le energie rinnovabili e le pale eoliche e costruivamo magazzini in bio edilizia.

Il nostro impegno era protesto anche a riportare la vita e un certo dinamismo sociale e imprenditoriale in quelle zone marginali del nostro paese che negli anni Sessanta avevano subito la fuga di massa dalle campagne”.

agricoltura biologica gino girolomoni

Qual è stato il punto di rottura tra il prima e il dopo (perché hai deciso di cambiare le cose)?


“Non ci sono mai stati punti di rottura.

Mio padre, Gino Girolomoni, ha portato avanti per tutta la sua vita un percorso di grande coerenza, e noi abbiamo cercato per quanto possibile di seguire le sue orme.

Si può dire che, al momento della nostra nascita, la cultura ecologista era già insita nel nostro Dna”.

Agricoltura biologica: quali ostacoli


Che difficoltà hai dovuto superare?


“Siamo consapevoli di non essere perfetti.

Anche noi abbiamo commesso degli sbagli e ogni giorno cerchiamo di migliorarci.

Quando abbiamo installato il pastificio in cima alla collina, non avevamo energia elettrica e così siamo stati costretti a ricorrere a un generatore: non certo il massimo dal punto di vista dell’inquinamento.

Poi però abbiamo incominciato a sperimentare le fonti rinnovabili, prima l’eolico e poi l’energia solare.

Fino a due anni fa per determinate attività usavamo ancora il Gpl, oggi ci avvaliamo di una caldaia a biomasse alimentata da legno sostenibile”.


Quali sono stati i tuoi risultati sorprendenti?


“Ci sono diversi riconoscimenti che ci hanno resi particolarmente orgogliosi.

Siamo stati citati da Corriere della Sera e Fatto Quotidiano come esempi virtuosi e portatori di buone notizie.

Abbiamo vinto il premio istituito dal Kyoto Club e da La Stampa e siamo diventati green heroes con l’obiettivo di raccontare e divulgare la nostra esperienza.

Nel 2012, alla morte di mio padre, non era scontato che noi figli riuscissimo a raccogliere il suo testimone, ma noi siamo riusciti ad andare avanti e a rilanciare l’attività.

Negli ultimi anni, ad esempio, abbiamo installato un mulino a fianco del pastificio: uno dei sogni di mio padre”.


C’è qualcuno (mentore, compagni d’avventura, mecenate) che ha giocato un ruolo importante?


“Ammetto che non sia facile essere figlio di un uomo che per tanto tempo è stato considerato un vero e proprio guru nel suo settore.

La visione di Gino Girolomoni era anni luce avanti rispetto ai tempi, tanto che la strada da lui tracciata continua ad essere seguita con grande fiducia. Anzi, oggi si può quasi dire che sia diventata la visione dominante”.

Agricoltura biologica: l’importanza di una scelta


Cosa diresti a chi non conosce nulla del tuo mondo per avvicinarsi?


“E’ facile parlare di tematiche ambientali, ma sono convinto che bisognerebbe toccare dal vivo le varie realtà che attorno a noi sicuramente non mancano.

Sperimentare, fare esperienza sul campo, immegersi nelle attività: è questo il consiglio che mi sento di dare”.

Concludo sempre le mie interviste chiedendo qualcosa di motivazionale per i lettori. Cosa ci puoi dire per ispirarci?


“Ciascuno nel proprio piccolo può fare qualcosa di importante.

Andiamo a conoscere le campagne, impariamo a viverle a 360 gradi, facciamo esperienza, riscopriamo il rapporto e l’alleanza tra città ed entroterra”.


Quali sono le 3 cose che le persone possono iniziare a fare per avviare un cambiamento delle nostre abitudini?


“Ogni scelta che facciamo, anche la più insignificante, ha delle conseguenze ben precise.

  1.  Bere acqua dalla borraccia.
  2.  Preferire, quando possibile, la bicicletta (magari elettrica) alla macchina.
  3. Si può ridurre sensibilmente l’emissione di Co2 nell’atmosfera diminuendo il tempo di accensione della fiamma quando cuociamo la pasta.

Basta tenerla accesa i primi due minuti, dopo di che la pasta continuerà a cuocersi ugualmente senza problemi. Provare per credere”.

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Un appello per la diffusione dell’agricoltura biologica

C’è una richiesta che tu hai per i lettori?


“Fate acquisti biologici e rivolgetevi il più possibile alle aziende locali del vostro territorio”.


C’è qualcosa che dici spesso (es.: citazione o un motto)?


“Wendell Berry diceva che mangiare è un atto agricolo ed ecologico.

Tuttavia fatto che è un atto ecologico è quasi sempre omesso nelle citazione e dal mio punto di vista è altrettanto importante”.


Riassumendo, quali sono le tre cose che hai imparato nell tuo percorso divita e che possiamo condividere con gli altri?


“1. Essere curiosi.
2. Qualsiasi mestiere voi svolgiate, anche il più umile, cercate di farlo al meglio.
3. Esercitare il pensiero critico”.

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