Resilienza Territoriale

Alessandra Farabegoli: “Donne e informatica: la mia storia da pioniera del digital in Italia”

Buongiorno Alessandra. Per prima cosa presentati ai nostri lettori: chi sei e di cosa ti occupi?

“La mia professione consiste nell’aiutare aziende e professionisti a usare internet – in particolare l’email marketing – per fornire servizi migliori, guadagnare di più e lavorare meglio.

Lo faccio da 20 anni attraverso consulenza e formazione, scrivendo libri e articoli e parlando in pubblico.

Sono specializzata in particolar modo su Mailchimp, piattaforma che conosco a fondo e che sono in grado di sfruttare al massimo del potenziale.

Pur occupandomi da sempre di tecnologia, i miei studi universitari sono stati nel campo della biologia.

Dopo la laurea, presa coscienza delle scarse prospettive occupazionali che c’erano in Italia per i ricercatori, ho deciso di sfruttare le conoscenze di programmazione che avevo appreso durante la preparazione della mia tesi di laurea, un’analisi della distribuzione geografica di caratteri genetici.

Eravamo alla fine degli anni Ottanta e solo allora si incominciava a intuire gli enormi cambiamenti che sarebbero stati portati dalla rivoluzione digitale;

mi ritrovai così a lavorare in una software house che offriva servizi nel campo della sanità, dove il mio background scientifico mi fu di grande aiuto nel mio lavoro di analista.

Alla fine degli anni ’90, insieme al mio compagno, iniziammo a creare siti web fondando un piccolo studio che poi, insieme ad altri soci, si trasformò in un’agenzia web più grande, agenzia che ho guidato fino alla fine del 2009 quando ho deciso di investire l’esperienza maturata in quegli anni per lavorare come consulente indipendente.

Questo percorso mi ha portata a fondare nel 2012, insieme a Gianluca Diegoli, il progetto di formazione ‘Digital Update’:

corsi sulle strategie digitali e gli strumenti e i linguaggi della rete che abbiamo organizzato in aula, online e in azienda, e che hanno coinvolto migliaia fra professionisti e imprenditori.

L’altro progetto che ho fondato (insieme a Gianluca Diegoli e Miriam Bertoli) e fatto crescere è il Freelancecamp, che è insieme una comunità e una serie di eventi dedicati all’autoformazione e al networking dei lavoratori indipendenti”

Indubbiamente possiamo considerati una pioniera nel campo del digital in Italia. Cosa significa essere una donna e lavorare nel settore dell’informatica ad altissimi livelli?

“Sì, indubbiamente si può dire che con il mio lavoro ho in qualche modo anticipato i tempi.

Oggi internet è ovunque, ma alla fine degli anni Novanta la situazione era ben diversa.

Quando andavamo dalle aziende a proporre un progetto, molti imprenditori – e parlo soprattutto dei piccoli – ci guardavano con aria perplessa.

‘Una cosa del genere può funzionare in America, non certo in Italia’: questa era la frase che mi sentivo dire spesso.

È difficile immaginare dove sarebbero arrivati oggi se avessero avuto la lungimiranza di cogliere questa opportunità già allora.

Quanto all’essere donna, ci tengo a sfatare un mito: in realtà nel settore ICT c’è una fortissima presenza femminile, e parliamo di professioniste tra le più formate e qualificate; e tuttavia, continuiamo a vedere panel di relatori e cabine di regia tutti al maschile (e a volte mi sono resa conto di essere invitata come relatrice all’ultimo momento ‘per avere almeno una donna’, cosa che mi fa arrabbiare moltissimo).

Per fortuna le cose stanno cambiando, anche perché in molte e molti facciamo notare ad alta voce questi episodi.

Quel che posso dire per esperienza è che spesso le donne investono di più nella propria formazione: nelle nostre aule Digital Update più della metà dei partecipanti sono donne – e naturalmente anche la nostra faculty è piena di esperte e docenti bravissime”.

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Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita?

“Il concetto di Resilienza è uno dei mantra del Freelancecamp.

Sapere costruire dei piani B – delle strategie che ti permettono di adattarti velocemente ai cambiamenti: questa è una dote fondamentale per chi lavora in proprio o fa impresa.

Non hai mai il controllo totale sulle circostanze e gli eventi, ma quel che puoi fare è metterti nelle condizioni di poter gestire gli imprevisti e costruire un piano di riserva.

Per questo serve creare reti e ragionare sempre in termini di sostenibilità nel medio e lungo periodo: sostenibilità economica, ecologica e anche emotiva.

Essere consapevoli delle proprie risorse, ma anche dei propri limiti, è il punto di partenza per affrontare nel migliore dei modi gli imprevisti.

Durante il lockdown mi sono trovata a constatare come noi freelance, abituati da anni a lavorare per obiettivi, a gestire in remoto team e progetti, ad autoorganizzarci, fossimo molto più preparati a gestire la nuova situazione di remote working obbligato causata dalla pandemia. ”.

Quali sono i consigli che ti senti di dare ad imprenditori e professionisti che vogliono allenare la loro Resilienza?

“Il consiglio che mi sento di dare è di non pensare di poter pianificare l’uso delle risorse, del tempo e delle energie al 100%, perché ci sarà sempre qualcosa che non andrà secondo i piani.

Conserviamo una riserva di energie e di tempo per gestire gli imprevisti, ricordandoci sempre che il lavoro è una parte della vita, che va tenuta in equilibrio con aspetti altrettanto importanti”.

Alessandra Farabegoli

#Resilienza #collaborazione #imprenditori #territorio #etica

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