Resilienza Territoriale

Cambiamenti climatici ed ecologia: il futuro passa dalla cooperazione – Intervista a Jacopo Fo

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Sommario

Abbiamo avuto l’onore di intervista Jacopo Fo, scrittore, attore, regista, fumettista e attivista, speaker dell’edizione 2020 di TEDxCoriano, che ci ha parlato di cambiamenti climatici, ecologia, del concetto di comunità energetiche, e del suo impegno per l’ambiente, dall’esperienza dell’associazione Libera Università di Alcatraz – che negli ultimi decenni si è occupata di diffondere la cultura della pace, dell’arte e dell’ecologia in vari settori con corsi ed iniziative di vario genere – fino al Festival EcoFuturo, settimana di conferenze, laboratori e workshop su ecotecnologie per la pace, i diritti umani e la cooperazione internazionale, autoproduzione e stampa 3D, autocostruzione ed edilizia sostenibile, produzione di energia da fonti rinnovabili, Green Economy, ecotecnologie per il futuro.


Cambiamenti climatici: all’origine della consapevolezza


Raccontami un po’ di te e della tua storia fino ad oggi?


“Continuo a fare moltissimi mestieri: attore, scrittore, fumettista, regista, ho lavorato anche con le scuole.

Circa 39 anni anni fa ho fondato, in Umbria, la Libera Università di Alcatraz, un centro di formazione che organizza eventi culturali, spettacoli teatrali e corsi…

Io qui insegno Yoga Demenziale, un percorso basato sul ridere, sul gioco, sulla creatività e sulla scoperta di alcuni meccanismi fisici e mentali che, se conosciuti, aumentano le nostre capacità.

Non offro miracoli però…”.

Quando hai preso consapevolezza del cambiamento climatico/sostenibilità?

“Sono argomenti di cui si inizia a discutere molto già negli anni Settanta, anche se in Italia il movimento ecologista è arrivato in ritardo rispetto all’America.

Nel 1981, come Libera Università di Alcatraz, abbiamo costruito il nostro primo impianto fotovoltaico, fummo truffati: produceva pochi watt… ma ci abbiamo provato.

Abbiamo anche iniziavamo a coltivare la terra in modo biologico.

La mia famiglia ha comprato 4 milioni di metri quadrati di boschi che sarebbero stati abbattuti e li abbiamo convertiti in alto fusto, abbiamo poi piantato nuovi boschi su altri 400 mila metri quadrati”

Cosa è cambiato da allora nella tua vita e nella tua carriera?

“E’ stato molto soddisfacente riuscire ad ottenere, con il tempo, alcune vittorie; abbiamo cambiato il modo di pensare nostro e questo cambiamento ha coinvolto gran parte degli italiani.

Nel 1981 abbiamo lanciato uno dei primi ristoranti biologici.

La gente, all’epoca, non sapeva nemmeno cosa volesse dire “biologico”!

Oggi i prodotti organici sono presenti sugli scaffali di tutti i supermercati.

Quando parlavamo di fotovoltaico, ci ridevano in faccia.

Oggi in alcuni giorni estivi le fonti rinnovabili producono tutta l’energia consumata in Italia.

Nel 2005, quando abbiamo realizzato la conversione della pubblica illuminazione di Padova con un risparmio di un milione e mezzo di euro all’anno.

Sono passati più di 10 anni prima che le altre città italiane seguissero questo esempio.

Oggi qualsiasi grande città – da Roma a Milano – investe in efficientamento energetico, risparmiando milioni di euro all’anno”.


Cambiamenti climatici: un messaggio non semplice da diffondere


Qual è stato il punto di rottura tra il prima e il dopo?

“La svolta, almeno in Italia, è arrivata soltanto quando la gente ha iniziato a ragionare sul numero di morti legate all’inquinamento.

Settantamila morti per inquinamento nelle grandi città del nostro Paese è una cifra impressionante.

Credo che la recente emergenza Covid abbia contribuito ad accellerare la presa di coscienza sull’emergenza climatica che stiamo vivendo.

Qualche anno fa gli ecologisti erano ancora una minoranza, oggi sono sempre di più una maggioranza consolidata e numerosa.

C’è stato un cambio culturale significativo: le menti più creative del nostro Paese oggi si impegnano per cercare soluzioni green ed ecosostenibili”.

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Che difficoltà hai dovuto superare?

“Nel momento in cui inizi a promuovere un certo tipo di messaggio, il sistema tende a punirti.

Io ho salvato oltre 450 ettari di bosco, ma nel corso della mia vita ho subito 17 accuse per scempio ambientale.

Sono stato assolto da tutte le accuse, ma ho dovuto comunque lottare con le unghie e con i denti.

Nel momento in cui decidi di intraprendere una battaglia ecologista, sai già cosa aspettarti e che in qualche modo cercheranno di metterti i bastoni tra le ruote”.

Quali sono stati i tuoi risultati sorprendenti?

“Non si tratta tanto di un risultato personale, quanto piuttosto il poter osservare che attorno a me certe abitudini sono sempre più diffuse.

Oggi solo uno stupido può pensare che non gli convenga isolare la casa e rendere più efficiente il sistema energetico.

Con il nostro impegno abbiamo contribuito a cancellare quasi totalmente le lampadine ad incandescenze dai Paesi europei: è un traguardo che fino a 10 anni fa sembrava irraggiungibile”

C’è qualcuno (mentore, compagni d’avventura, mecenate) che ha giocato un ruolo importante?

“Sicuramente Michele Dotti, Fabio Roggiolani, Bruno Paterno, Francesco Lato:

tutte persone con le quali ho lavorato a lungo e con grande soddisfazione”.


Cambiamenti climatici: il ruolo delle comunità energetiche


Cosa diresti a chi non conosce nulla del tuo mondo per avvicinarsi?

“Se ti interessa sapere cosa accadrà domani nella tua quotidianità, ti consiglio di dare un’occhiata a quelle che sono le prime comunità energetiche in Italia.

In futuro i cittadini diventeranno produttori di energia elettrica attraverso un sistema di cooperazione: anziché una spesa, l’energia diventerà una fonte di ricavo”.

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Concludo sempre le mie interviste chiedendo qualcosa di motivazionale per i lettori. Cosa ci puoi dire per ispirarci?

“Mi riallaccio al discorso di prima sulla produzione energetica: è in atto una vera e propria rivoluzione, e nessuno di noi può permettersi di rimanere indietro.

Oggi in Italia lo Stato finanzia al 110% la ristrutturazione delle abitazioni per risparmiare energia.

E’ un’opportunità che va colta se vogliamo migliorare la nostra vita, risparmiare del denaro e salvaguardare l’ambiente”.


Una piccola rivoluzione contro i cambiamenti climatici


Cosa si può iniziare a fare per avviare un primo piccolo cambiamento nelle proprie abitudini?

“Oggi si parla molto di ridurre i consumi individuali.

Certamente è un’ottima cosa, ma io credo che la chiave di volta del cambiamento sia proprio nell’efficienza energetica e nella cooperazione per la produzione di energia.

Un giorno molto vicino i cittadini capiranno che possono sfruttare il loro essere consumatori per unirsi, consociare i consumi e creare comunità energetiche e consociazioni degli acquisti”.

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

C’è una richiesta che tu hai per i lettori?

“I consumatori hanno già il potere.

Se i consumatori non comprano un prodotto l’azienda che lo produce fallisce.

I consumatori quindi possono imporre scelte ecologiche ed etiche alle aziende, qualità migliore e prezzi più bassi.

Consociatevi.

Prendete esempio dai gruppi di acquisto tedeschi che ottengono risparmi del 20 o del 30 per cento su quasi tutti i prodotti e i servizi.”.

C’è qualcosa che dici spesso (es.: citazione o un motto)?

“Oggi nei paesi ricchi di sole o di vento, il costo energetico dell’energia rinnovabile è inferiore a quello del carbone.

Tra 5 anni sarà lo stesso anche in Italia.

Anche da noi chi brucia carbone sarà solo uno stupido”.

Riassumendo, quali sono le tre cose che hai imparato nel tuo percorso di vita e che possiamo condividere con gli altri?

  1. Se vogliamo collaborare con gli altri, è necessario imparare ad ascoltare le persone e mettersi nei loro panni. Una rete di amici e conoscenti può realizzare imprese davvero impensabili. Ma collaborare richiede di essere mansueti. Sennò, si litiga.
  2. Utilizzare la filosofia del gioco dello Shanghai: partire dalle cose semplici per poi arrivare alle più complesse.
  3. Non combattere contro le emozioni, ma saperle ascoltare. L’emozione è connessa alla passione. Senza passione non si va da nessuna parte e niente ha un senso”.

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