Resilienza Territoriale

Cinzia Lo Fiego: “La difesa del territorio? Passa attraverso l’agricoltura biologica”

Cinzia Lo Fiego

Buongiorno Cinzia. Presentati ai nostri lettori: chi sei e di cosa ti occupi?

“Mi chiamo Cinzia Lo Fiego e sono co-fondatrice di Arcoiris, un’azienda specializzata nella moltiplicazione, selezione e commercializzazione di sementi biologiche e biodinamiche, che esportiamo in tutto il mondo.

La nostra è una mission dal forte valore ecologico. In agricoltura convenzionale, infatti, le sementi sono prodotte utilizzando fertilizzanti chimici, anticrittogamici, erbicidi e antiparassitari, mentre in quelle biologiche non sono ammessi.

Utilizzare sementi bio aiuta di fatto l’ambiente.

Come azienda, investiamo risorse nella ricerca e nella selezione di varietà, e popolazioni di frumenti antichi, sempre più mirate per l’agricoltura bio.

Siamo affiancati da un team di esperti del settore, professori universitari e genetisti di enti di ricerca nazionali”.

Come mai avete deciso di abbracciare questa filosofia? In che modo riuscite a coniugare il business ad un forte messaggio ecologico come quello che promuovete?

“Abbiamo un rapporto diretto con i nostri produttori, che sono presenti un po’ in tutta Italia.

Crediamo fortemente nella valorizzazione dei prodotti italiani, che rappresentano un’eccellenza assoluta nel campo agroalimentare.

Collaboriamo attivamente con enti di ricerca tra i più prestigiosi e, grazie anche al loro supporto, siamo riusciti a riscoprire alcune varietà ortive, che altrimenti avrebbero rischiato di scomparire per sempre dalle tavole della nostra Penisola:

penso, ad esempio, alle angurie di Faenza, Bagnacavallo, Santa Vittoria, al sedano gigante di Romagna, al fagiolo canellino della Valle Umbra e al tondino maremmano”.

 

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Cosa differenzia l’approccio biologico da voi adottato da quello intensivo e convenzionale?

“Scommettere sull’agricoltura biologica significa anzitutto difendere e tutelare il nostro territorio e le biodiversità che lo compongono.

Indirettamente attraverso l’agricoltura biologica andiamo a difendere anche la qualità della vita delle persone e la sostenibilità ambientale delle nostre scelte.

Pensiamo, ad esempio, a quanto avvenuto negli ultimi anni nelle nostre campagne, dove abbiamo assistito a una progressiva moria di api.

Nelle sementi biologiche non vengono utilizzate sostanze antiparassitarie nemmeno per la conservazione e quando si conciano si usano prodotti ammessi in biologico, quindi possono essere maneggiate in sicurezza.

Aziende biologiche e biodinamiche adottano criteri estremamente rigorosi che riguardano anche la scelta delle sementi, le quali devono rispondere a determinati standard.

Per questo svolgiamo un lavoro di ricerca e studio molto approfondito per renderle resistenti alle malattie e agli stress ambientali”.

Com’è cambiata la vostra attività a seguito dei lockdown dei mesi scorsi?

“In realtà non abbiamo subito grossi scossoni e abbiamo continuato a lavorare per tutto il periodo dell’emergenza.

Non potendo andare direttamente nei negozi, durante la pandemia c’è stata un’esplosione della vendita online delle sementi biologiche, a riprova anche di un rinnovato atteggiamento da parte delle aziende nei confronti del mondo biologico”.

Cinzia Lo Fiego

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