Resilienza Territoriale

“Come si può Fare impresa in un mondo di uomini senza perdere la femminilità?” Ecco la storia di Sabina Bonardo

Sabina Bonardo

Ciao Sabina. Parlaci un po’ di te. Chi sei e di cosa ti occupi?

“Io sono una donna, una mamma e un’imprenditrice e di lavoro in questo periodo della mia vita faccio la Voice Coach.

Cos’è questo lavoro?

Io insegno alle persone a scoprire, a imparare, a verificare, a percepire ed ad usare in modo consapevole l’aspetto paraverbale della comunicazione: utilizzare gli elementi espressivi, il tono, il tempo, il ritmo e il volume della voce nel modo giusto rendono la comunicazione efficace e piacevole.


Il modo in cui noi diciamo qualcosa influisce molto di più di quello che diciamo.

Si comunica se si mette in comune e quindi se chi ascolta capisce il significato di cosa si sta parlando.


Se chi ascolta non capisce ciò che dico significa che non sto comunicando.

E quindi dobbiamo capire quali sono i blocchi alla comunicazione piuttosto di dare, in maniera più o meno sottile, del cretino all’altro.


Il fatto è che se non comunichi non esisti.

Puoi accettarlo o no, ma è una delle regole del grande gioco dell’economia di mercato.

Quindi comunicare bene è meglio.

Conoscere le proprie competenze paraverbale e verbale è fondamentale.


Lo studio e l’applicazione del paraverbale ti fa comprendere il perché di alcune tue domande:

Perché le persone mi dicono che sono aggressiva? …

Io non sono così!

Oppure sono timida!

Oppure le persone non mi ascoltano.

Non capisce mai quello che dico!!

Non fa quello che gli ho chiesto.

Ecco … io aiuto a sciogliere queste domande e riflessioni.

Accompagno le persone a capire come usare la prosodia giusta con le parole giuste per ottenere il risultato desiderato.

Erogo corsi, anche individuali, sia in ambito business che privato.

In ambito business accompagno le persone nel Public Speaking, nella Leadership, nella gestione delle riunioni e in questo periodo anche nella “Comunicazione digitale-paraverbale” , quindi come usare la parte paraverbale e non verbale in una videoconferenza e/o quando mandiamo i messaggi tramite WhatsApp, per esempio”

Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non? Puoi raccontarci un episodio significativo?

“Resilienza è una bellissima parola.

Sono anche una cultrice della linguistica. Adoro le parole e la vibrazione sonora che emettono le parole.


La Resilienza è la capacità di adattarsi a un cambiamento, ma è anche la capacità di superare un problema, un lutto o una situazione inaspettata.

Di Resilienza nella vita bisogna metterne proprio tanta e chi non lo fa si perde, a mio parere, il gusto della vita, il vivere la vita.


Resilienza intesa come cambiamento.

Io lavoravo nel settore informatico ed ero manager di un’azienda.

Era un lavoro da dipendente: 14 mensilità, ferie pagate, permessi, l’orario fisso, straordinari e diversi team da coordinare in Italia e in Europa.

Avevo una vita comoda, rilassata, programmata e prevedibile.

Mi mancava qualcosa, vedi Lorenzo, quando c’è un desiderio cambiamento, che non per forza deve essere una situazione troppo impattante, ti fa valutare se stai vivendo o se stai semplicemente sopravvivendo.

In quel momento della mia vita ero un po’ crisi perché quello che facevo, per quanto per altre persone fosse apparentemente, molto di prestigio, rassicurante e consolidato, io mi stavo annoiando in un modo incredibile.

In quel periodo il papà di mia figlia (all’epoca non eravamo ancora genitori) si stava evolvendo lavorativamente parlando.

Si chiamava Ciro Imparato, lui era uno speaker radiofonico, un doppiatore e faceva corsi sull’uso della voce artistica. In quel periodo un po’ per gioco, perché anche lui con la Resilienza ci ha giocato tanto, aveva iniziato a fare formazione nelle aziende e stava ampliando il suo portafoglio clienti.

Ha preso un ufficio, ha assunto delle persone e mi ha detto ‘’ Io non ho capacità manageriale e non l’ho mai avuta. Ho sempre lavorato come libero professionista. Vuoi venire a lavorare con me?’’

Io non ci ho pensato un attimo.

Era quel cambiamento che ti dà l’opportunità di aprire un’altra porta e mi sono detta ‘’Wow!

E’ un mondo che non conosco però affrontiamolo, fronteggiamolo, percorriamolo.

Sarà sicuramente meraviglioso.


E così ho fatto.

Il giorno dopo sono andata in ufficio, ho dato le mie dimissioni e l’amministratore delegato almeno 5 o 6 volte mi ha chiesto di ritirarle perché non capiva il motivo.

Io semplicemente avevo bisogno veramente di cambiare”

Resilienza significa anche capacità di trasformare un problema in opportunità. Condividi questa visione? In che modo sei riuscita a metterla in pratica?

“Resilienza invece come superamento difficile di un problema?


Correva l’anno 2015 e dopo 13 anni di una storia meravigliosa, di un percorso fatto di alti e bassi, di successi e insuccessi, di felicità, serenità, di tristezza e tutto quello che accade nella vita, con una bimba molto piccola, il mio compagno muore.

C’è il buio.

Muore in modo imprevisto, inatteso, impossibile anche per la sua giovane età e quindi cade tutto.


C’è proprio il buio.

Eravamo nel palcoscenico della vita con queste luci meravigliose e si era chiuso il sipario, ma non c’erano applausi, non c’era un bis e non c’era neanche un nuovo spettacolo.

Era proprio buio.

Col buio sono arrivate anche le persone cattive, arriviste e crudeli.

C’era un business che qualcuno voleva accaparrare spacciandosi da amico, c’era qualcuno che ha cercato di screditarmi e ha cercato di mettermi in difficoltà e di farmi molto male.

D’altra parte c’erano anche persone meravigliose che mi hanno accompagnata con un amore incredibile. Io per qualche mese sono rimasta atterrita, in difficoltà.

Hai presente i gatti che attraversano la strada di notte e vengono abbagliati dalle luci delle macchine?

Ecco, io mi sentivo così.

La mia bimba, che era molto piccola, e mi vedeva triste e un giorno …. si è tolta il ciuccio dalla bocca e me l’ha dato.

Lì mi sono detta ‘’ E’ ora di alzarsi!Sofia, nel suo piccolo, mi sta offendo una soluzione semplice, veloce. Il suo ciucco.

Una coccola.’’

L’ho abbracciata, ho sorriso e ho ripreso “la mia coccola”.

Ho ricominciato a fare quello che amavo fare, quello che avevo fatto fino a quel momento col mio compagno.

Ho ricominciato a respirare, ho allontanato silenziosamente ma anche violentemente chi mi stava attaccando in modo gratuito.

Ho creato un logo che si chiama ‘’ Io creo Emozione’’ e nonostante le difficoltà emotive che avevo per questo lutto, mi sono rialzata.

Ho messo in atto quello che insegno agli altri: se ti muovi fisicamente e utilizzi gli elementi espressivi in un determinato modo per esprimere uno stato emotivo, anche quando questo non c’è, ad un certo punto, poiché per la mente la percezione del mondo è soggettiva, ma la comunicazione interna esiste, cambiavo il stato emotivo.

Da lì sono riuscita a contrastare le persone che mi creavano difficoltà, ho scoperto cosa vuol dire fare impresa come donna, perché prima comunque ero protetta.

Infatti quando alcune mi amiche che “facenno impresa” mi parlavano delle difficoltà in un mondo “a misura d’uomo”, io ero un po’ scettica e pensavo che non fosse possibile, perché a me non accadeva.

Questo perché avevo un uomo accanto a me.

Quindi ho capitato come fare impresa come donna senza perdere però la mia femminilità.

Ho avuto degli ostacoli, li ho superati e poi anche qui, se ti lasci coinvolgere dal cambiamento il mondo ti dà delle relazioni fantastiche.

In questi anni ho conosciuto delle persone meravigliose, abbiamo realizzato insieme dei bei progetti e ho scelto di eliminare i rami secchi e, come per magia, attorno a me ,ci sono esattamente le persone che desidero, nel momento giusto”

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reinventarsi o a proporre nuove soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?

“Il Lockdown è stata una nuova difficoltà: in un mese ho visto bruciare un anno di lavoro, ho visto rimandare i miei progetti, ho visto cancellare diverse date, ho dovuto cancellare diversi eventi che avevo in programmazione da marzo ad ottobre di quest’anno.

C’è stato un momento di grande difficoltà.

Mi sono fermata, ho cercato di rimodulare il mio calendario, ho cercato una strategia adatta a me e, attraverso, la mia professionalità, la mia capacità di parlare in video, la mia capacità di fare comunicazione digitale, e mi sono rimessa in gioco.

Insegno anche come realizzare video efficaci da un punto di vista paraverbale e non verbale,. Uso molto le piattaforme e devo dire che sta andando abbastanza bene.


Faccio corsi on line, faccio sessioni one to one, sono presente in una Web Tv con un tema settimanale sulla voce: la voce che vende, la voce nel business, la voce nella coppia, la voce che educa, la voce che insegna e ho più tempo per me.

Inoltre …. finalmente concluderò il libro che sto scrivendo per le donne.

Cogliere l’opportunità nel disagio è molto importante per creare una visione.

Ho avuto più tempo per riorganizzarmi.

Ho riscoperto dei progetti che avevo nel cassetto e anche in questo caso la Resilienza, quindi la capacità di cogliere un’ occasione
in una difficoltà, mi ha aperto un altro mondo.

La Resilienza, se la vivi, se ti lasci vivere dalla situazione e un po’ la osservi anche fuori da te, cercando di estraniarti da quello che sta accadendo, ti dà grandi possibilità
per un rilancio, per risolvere delle situazioni, per vivere le relazioni in modo diverso.

E’ qualcosa di fantastico”

Infine, puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri?

“Il prossimo progetto è sicuramente il libro.


E’ un libro sulla voce al femminile e su come le fanciulle, le donne possono utilizzare molto meglio la parte paraverbale e non verbale della comunicazione per ottenere risultati efficaci e piacevoli in qualsiasi ambito.

Un altro progetto che sto realizzando con una mia carissima amica, consiste in una serie di appuntamenti che si chiama ‘’Indossa la tua Voce’’: come indossiamo degli abiti, noi possiamo decidere che tipo di comunicazione e di relazione “indossare” con gli altri.


Poi c’è in corso un’esperienza universitaria.

Ho fatto docenza presso un’Università Italiana ed ora ho un nuovo contatto con un’altra Università.

Anche questa la trovo una situazione coinvolgente. Entrare in contatto con i giovani e insegnare di comunicazione paraverbale e non verbale lo trovo entusiasmante.

I giovani sono molto disponibili e ti danno anche degli spunti per migliorare.


In ultimo, per tutte le persone che lo desiderano, faccio sessioni di Coaching one to one, dove possiamo esplorare insieme l’aspetto paraverbale legato all’emozionalità, quindi creeremo una rotondità nella nostra comunicazione e nelle relazioni con gli altri.

Ricorda:

Col tono giusto si può dire tutto, col tono sbagliato nulla…tutto sta nel trovare il tono!”

Sabina Bonardo

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