Resilienza Territoriale

Lucia Merico

Ciao Lucia. Per prima cosa presentati ai nostri lettori: chi sei e di cosa ti occupi?

“Chi sono è una bella domanda, perché lo sto scoprendo giorno per giorno.

Il nome invece è facile: mi chiamo Lucia Merico, sono autrice di corsi e percorsi di crescita personale e spirituale da quasi trent’anni e ho fondato Spiritualcoach®.

Ho fatto molte esperienze nel corso degli anni e spaziano dallo sciamanesimo di Castaneda alla PNL, dalle tecniche energetiche di tradizione Essena alla ricerca del Sé attraverso il perdono.

Ho un occhio di riguardo nei confronti del femminile antico e profondo – sempre declinabile al maschile – iniziato durante un periodo buio della mia vita, che benedico.

C’è anche un libro PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche, scritto con intensità e che racconta la mia storia, uguale a quella di molte donne e uomini. Attualmente il libro è in revisione.

E soprattutto ho una missione che rendere evidente lo splendore in ogni persona che incontro affinché lo possa mostrare al mondo.

Ogni giorno e ogni attimo della mia vita è dedicato alla missione che ho scelto, perché credo profondamente che la mancata espressione di un talento impedisce l’evoluzione, non solo della persona che non lo esprime, ma dell’intero Pianeta.

A questa missione aggiungo una visione che ispira e guida il mio cammino, le cui basi poggiano sulla volontà di generare un mondo fatto di persone che conoscono profondamente e consapevolmente sé stesse e il proprio scopo di vita per un’evoluzione planetaria.

È una visione ambiziosa, ne sono consapevole e farò di tutto per realizzarla”.

Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non? Puoi raccontarci un episodio significativo?

“La resilienza innanzitutto è un’essenza che dimora in ogni individuo e alla quale possiamo attingere quando dobbiamo superare un piccolo o grande momento di sofferenza.

Dunque è un fondamentale della mia vita così come per la vita di ciascuno di noi.

L’episodio che mi ha messo a confronto con la resilienza per la prima volta è stato durante il periodo della separazione.

In quei nove mesi di preparazione al distacco – che definisco una vera e propria gestazione che si è conclusa con il partorire una nuova “me” – ho più volte dovuto attingere alla resilienza, a quella spinta che mi ha aiutata a creare nuovi paradigmi sui quali poggiare la nuova vita.

Resilienza significa anche capacità di trasformare un problema in opportunità: condividi questa visione?

In che modo sei riuscito a metterla in pratica?

“Proprio così!

La trasformazione di un problema in opportunità è prima di tutto una “conoscenza”, perché non è scontato e neppure semplice cogliere istantaneamente il dono che è racchiuso in una difficoltà, soprattutto quando c’è una grande sofferenza.

Dunque il primo passo è sapere che “problema e soluzione” vivono nella stessa casa, e che uno senza l’altra non potrebbero esistere.

Questo primo passo – per me fondamentale – alza una specie di barriera mentale che ci faceva credere nella separazione, di pensiero, di azioni, di corpi.

Il secondo passo fondamentale è la “volontà” di guardare nella direzione di “futuri possibili” e lì concentrare tutta la nostra attenzione.

A quel punto la mente sarà sollecitata a trovare vie d’uscita anziché focalizzarsi sul problema.

Il terzo passo fondamentale è “agire”, dunque fare A.I.C.® Alzare il Culo!

Abbiamo un regno che solo noi possiamo governare: la nostra mente.

Da regnanti abbiamo la facoltà di scegliere e decidere dove dirigere i nostri pensieri, dove mandare la nostra attenzione, e l’esperienza confermerà le nostre scelte.

Niente e nessuno può toglierci questa libertà senza il nostro consenso.

Il problema non è mai dove lo immaginiamo.

Non è nel mondo, nelle situazioni, nelle persone.

Il problema è qualcosa che abbiamo immaginato, creduto vero e a quel punto sviluppato la necessità di sperimentarlo.

Ogni esperienza che facciamo è la somma di tutta una serie di pensieri inconsapevoli ai quali abbiamo detto “sì”.

Per tornare al primo incontro con la resilienza, durante la separazione ho avuto modo di comprendere che c’è sempre un’altra maniera di guardare la stessa situazione.

La voglia di tornare ad essere felice mi ha spinta oltre le difficoltà che incontravo, mostrandomi nuove strade, nuovi punti di vista.

Non ho mai mollato la presa: la voglia di essere felice, di sperimentare la pace è stata e continua ad essere la mia resilienza”.

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reinventarsi o a proporre nuove soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?


“Prima di tutto ho dovuto fare la pace con la forte destabilizzazione che mi sono trovata a gestire all’inizio di questa situazione planetaria fuori dall’ordinario.

Mi sono sentita rivoltare come un calzino!


Ed ecco che, vinto il primo momento di paura e rabbia, ho rimesso in modo la macchina della creatività cominciando col portare OnLine alcuni laboratori che prima tenevo “rigorosamente” dal vivo.

E sai cosa ho scoperto?

Che la connessione con l’anima viene bene anche a distanza.

Anzi: viene anche meglio perché mi ha permesso di conoscere persone nuove in ogni parte del mondo.


E qui ritorniamo alla prima domanda sulla “resilienza”, sul non fermarsi di fronte alle difficoltà ma saperle cavalcare come farebbe un bravo surfista”.


Infine: puoi anticiparci qualcosa dei tuoi progetti futuri?


“Voglio fare una premessa per me importante: si può insegnare solo con l’esempio.

È su questa premessa che ho basato la mia vita e la professione di Coach Spirituale.

Continuerò a divulgare la missione che ho scelto «rendere evidente lo splendore che è in te affinché tu possa mostrarlo al mondo» e lo farò lasciando libera l’anima pioniera che mi dirige verso nuove scoperte, esperienze, studi e confronti.

Sta già accadendo e sempre più accadrà.


Voglio continuare a portare il pensiero e la filosofia di SpiritalCoach® a contatto col mondo affinché sempre più persone possano diventare «maestre di sé stesse».

E poi c’è «Ella» una scuola al femminile, un’idea che maturo da un po’ di tempo e che presto vedrà la luce di questo mondo che si sta rinnovando”.

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Lucia Merico

#Resilienza #collaborazione #imprenditori

 

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