Resilienza Territoriale

Come stanno reagendo le startup di fronte all’emergenza?

Il mondo delle startup e l’emergenza Coronavirus: quali sono le opportunità di cambiamento per gli imprenditori da sempre votati all’innovazione?

Trattiamo l’argomento insieme a Domenico Cassitta, Ceo e founder di Radoff, startup specializzata nella progettazione e produzione di dispositivi per il monitoraggio e la bonifica del gas Radon (seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta).

Radoff è tra le aziende finaliste del format di Sky B-Heroes. Nell’ultimo anno Radoff ha avviato una partnership con la multinazionale Dussmann, collabora con la Sima (Società Italiana di medicina ambientale) ed è stata tra le finaliste del Premio Cambiamenti promosso da CNA e dell’Iren Startup Award. Attraverso il progetto R2I ha avviato una collaborazione con il Gern di Ginevra e l’Istituto di Fisica Nucleare.

Le limitazioni sul Coronavirus hanno obbligato molte aziende a rivedere l’organizzazione interna e questo vale anche per le startup: come hai organizzato il tuo team per fare in modo che continui a lavorare nonostante la situazione di emergenza?

“Le limitazioni del Covid-19 hanno creato una vera rivoluzione per le aziende.

La nostra struttura è di per sé molto digitale e duttile anche se produciamo dispositivi fisici.

Per quanto riguarda la produzione fisica l’abbiamo bloccata, anche perché i nostri fornitori di componentistica elettronica ha smesso di consegnarci il materiale ma abbiamo tenuto aperte tutte le altre divisioni di Radoff in smart working.

In particolare stiamo cercando di implementare la ricerca e sviluppo, stiamo aggiornando tutte le nostre applicazioni e stiamo migliorando i firmware di tutti i devices; in altre parole stiamo utilizzando questo tempo anomalo per migliorare tutte le nostre infrastrutture digitali”.


In queste settimane sta prendendo sempre più piede il concetto di smart working, che in Radoff già applicavate essendo il vostro team diviso tra Emilia-Romagna e Sardegna: quali sono le buone pratiche da seguire per un ottimo smart working?
 

“Lo smart working è quasi una filosofia di pensiero che noi abbiamo sposato da anni e che abbiamo visto non come una concessione aziendale verso i nostri dipendenti e collaboratori ma come un modo di lavorare del futuro.

In particolare ci ha sempre permesso di triangolare il nostre reparto Ricerca e Sviluppo (Università di Sassari e Cubact), gli enti di ricerca (Cern) e tutta la nostra operatività (Bologna ed Emilia Romagna).

Per un ottimo smart working occorre dotarsi in primis di programmi specifici per la condivisione di documenti, per la modifica e per le riunioni on line (oramai quasi tutti gratuiti); bisogna dedicare un angolo della casa a postazione lavorativa che mi permetta essere di buon umore”.
 

Siamo di fronte ad un cambiamento epocale. In genere il termine cambiamento è sempre associato al mondo delle startup. Pensi che l’attuale situazione rappresenti una opportunità? In che modo può essere colta?
 

“Siamo di fronte ad un qualcosa di imprevedibile, di ancora non quantificabile ma forse proprio le startup possono creare un aiuto concreto a questo cambiamento.

Se ci pensi bene fare startup significa costruire un aereo mentre si sta cadendo in un burrone e salvarsi.

Noi ad esempio (lo dico in anteprima) stiamo mettendo appunto delle mascherine costruite in stampa 3D con dei filtri intercambiabili (filtri alle polveri sottili di Radoff Life): Radoff Mask. Stiamo cercando di fare una prototipazione rapidissima e implementare tutta la nostra rete big data per migliorare le statistiche nel territorio”.

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In termini di investimenti, quali credi saranno i settori più importanti e decisivi una volta che sarà passata l’emergenza?
 

“Passata l’emergenza tutto il campo dell’innovazione sarà in prima linea: dalle stazioni di sensing, all’intelligenza artificiale, ai nuovi e-commerce e tutti coloro che generano Big Data”.

Domenico Cassitta

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