Resilienza Territoriale

“Il Coronavirus non ucciderà la cultura: la ‘quarantena’ forzata, sotto certi aspetti, è un’occasione d’oro per riscoprire lettura e formazione. Approfittiamo di questo periodo di stasi per arricchirci di nuove nozioni e per dedicarci alle letture a lungo rimandate”.

E’ l’appello di Francesco Giubilei, fondatore delle case editrici Historica Edizioni e Giubilei Regnani, scrittore, saggista, opinionista (Rai e LA7), presidente del movimento ‘Nazione Futura’ e della fondazione Tatarella, collaboratore de “Il Giornale” e “Il Messaggero”. Recentemente è stato inserito da Forbes nella lista dei giovani under 30 più influenti d’Italia e ha partecipato come relatore a conferenze negli Stati Uniti e in Europa.

Le restrizioni legate al Coronavirus hanno imposto la chiusura di biblioteche, musei, teatri, cinema. E’ ancora possibile fare cultura durante un’emergenza sanitaria su scala globale?

“Si può e si deve continuare a fare cultura anche in un momento estremamente difficile come quello che siamo chiamati ad affrontare.

La cultura è il veicolo attraverso cui le persone possono svagare la mente e non incappare nella noia della sedentarietà.

Non ci sono solamente libri e film, ma anche i social network offrono oggi gli strumenti per portare avanti l’attività culturale.

Non mancano le dirette streaming a cura di scrittori, filosofi e artisti, su Facebook e Instagram si possono trovare delle live di approfondimento e dibattito su varie tematiche.

Senza dimenticare i tour virtuali nei più grandi musei del mondo o i video messi a disposizione da importanti compagnie teatrali.

Insomma, le opportunità culturali sono diverse, sia per i fruitori che per gli addetti ai lavori.

L’online, anzi, ci sta offrendo nuove modalità di intrattenimento che in futuro potrebbero andare incontro a una diffusione massiccia.

Pensiamo, ad esempio, a quanto accaduto con le lezioni in streaming: fino a poche settimane fa si guardava ad esse con scetticismo, oggi hanno preso rapidamente piede”.

Il ritorno alla normalità non sarà certamente rapido. Credi che nel mondo post-Coronavirus, colpito dal punto di vista sanitario ed economico, ci sarà spazio per iniziative culturali?

“Credo che prima o poi verrà trovato un vaccino o in qualche modo si riuscirà a contenere il contagio.

A quel punto le persone avvertiranno sicuramente la necessità di riappropriarsi dei luoghi della cultura, dai musei ai teatri passando per mostre e librerie, anche se ritengo che ciò avverrà in un arco di tempo medio-lungo, perché certamente all’inizio ci sarà una certa diffidenza nel frequentare spazi affollati dove più alta è la possibilità di contatto con le persone.

Penso anche ai grandi eventi culturali, come i festival del libro o quelli cinematografici; molti sono stati rinviati ad estate e autunno o addirittura al 2021.

Credo, ad ogni modo, che i luoghi della cultura continueranno a rivestire un’importanza fondamentale nella vita delle persone e mi auguro che si possa tornare in fretta a viverli a trecentosessanta gradi”.

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In che modo le piccole case editrici indipendenti stanno reagendo ai blocchi per il contenimento del virus?

“Il mercato editoriale sta subendo una gravissima contrazione.

Purtroppo le statistiche sul numero di lettori in Italia sono da sempre molto basse, ma il vero problema si è generato dal momento in cui le varie disposizioni del Governo hanno portato alla chiusura delle librerie.

La possibilità di ordinare i libri online ha offerto una risposta, anche se bisogna dire che i colossi del web che si occupano di e-commerce in questi giorni sono subissati di ordini e che quindi anche le consegne stanno subendo rallentamenti significativi, dato che si tendono a privilegiare i beni di prima necessità.

La maggior parte delle case editrici, incluse quelle piccole, è però dotata di propri store online, che in questo momento possono garantire maggiore rapidità di consegne attraverso i corrieri e un contatto diretto con il cliente.

Questa è una risorsa che i singoli editori devono senza dubbio cercare di valorizzare”.

Puoi suggerirci qualche lettura per questi giorni complicati?


“Più che un singolo titolo, mi sento di suggerire alle persone di farsi un giro sugli store online delle piccole case editrici indipendenti.

Si possono trovare tantissime opere alternative rispetto ai soliti best-seller. Inoltre così facendo si dà una mano alla piccola editoria, messa veramente a dura prova da questa crisi.

Probabilmente dovremo rimanere in casa ancora per alcune settimane: approfittiamone per riscoprire il piacere della lettura, per dedicarci alla formazione e a coltivare idee e riflessioni”.

Francesco Giubilei

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