“Ecco quello che dovete sapere per imparare a gestire i vostri soldi” – Giulia Fidilio

Al momento stai visualizzando “Ecco quello che dovete sapere per imparare a gestire i vostri soldi” – Giulia Fidilio

Giulia Fidilio


Ciao, Giulia. Presentati ai lettori di Resilienza Territoriale. Chi sei e di cosa ti occupi?


“Per raccontare la mia storia parto da un libro che ho scritto insieme a mio marito, che s’intitola Missione Possibile.

In realtà inizialmente doveva intitolarsi ‘’La Cicala e la Formica’’.

La Cicala ero io perché ero una persona davvero finanziariamente irresponsabile: sia che guadagnassi 5 euro, sia che ne guadagnassi 5000, non arrivavo a fine mese. Studiando ho scoperto il perché grazie alla Teoria del Reddito Relativo.

Io sono andata via di casa a 18 anni, e mi sono trasferita in Inghilterra e ho lavorato e studiato lì.

Mi sono laureata in Marketing e poi sono rientrata in Italia per una vacanza.

In questo periodo mi sono innamorata del mio attuale marito e non sono più tornata da questa vacanza.


Non avrei mai pensato di avvicinarmi al mondo della finanza nella mia vita.

Ho conosciuto quest’uomo organizzato, sicuro, con una grande capacità di gestione che è sempre stato appassionato di investimenti e di trading.

Abbiamo fondato una scuola e negli anni ho cominciato ad avvicinarmi a questo mondo e a capire quali potessero essere le ragioni psicologiche per cui le persone avevano difficoltà nella gestione del denaro e tutte le cose che c’erano collegate come la simbologia e l’autostima.

Ho studiato proprio Finanza Comportamentale, ho fatto dei corsi universitari all’estero ed è diventata una grande passione, quasi un’ossessione.

Così ho continuato ad approfondire, studiando anche Psicologia Cognitiva e ora sto studiando anche tutta la parte neurologica, ciò che succede nel cervello a livello neurologico, prima ancora delle distorsioni cognitive.


Poi ho iniziato ad insegnare Finanza Comportamentale sia ad investitori privati che in Banca e ai consulenti finanziari.


Vedo entrambi i lati: sia cosa significa affidare i propri soldi a qualcuno, sia le persone più decisioniste che vogliono gestire i propri soldi in autonomia.

Aiuto al meglio entrambe le categorie: sia chi deve gestire i soldi degli altri, sia chi deve gestire i propri”.


Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non? Puoi raccontarci un episodio significativo?


“Un episodio significativo è stato quando mi sono fidanzata con mio marito e abbiamo iniziato a pianificare una vita insieme, cercando casa.

Lui aveva la metà dei soldi (cash) necessari da parte. Io non avevo niente, davvero niente.

Avevo 27 anni, non ero una bambina.

Sono andata via di casa a 18 anni, avevo lavorato, vissuto all’estero, ma da parte non avevo nulla.


Questo per me è stato un momento di cambiamento: non volevo mai più ritrovarmi in una situazione del genere.

Nella mia vita era stato sempre un ‘’mollo tutto e ricomincio da zero’’.

Arrivi a un certo punto e ti chiedi: io tutta la vita devo sempre ripartire da zero o posso pianificare i miei progetti e avere un futuro?


Per me la Resilienza, a livello psicologico, è ciò che ti permette di andare avanti anche quando è l’ennesima volta che devi ripartire da zero.

Quello che mi ha aiutato tantissimo è stato trovare la mia passione, ciò che mi faceva proprio battere forte il cuore e ricominciare a studiare.

Vedo tante persone che si improvvisano qualcosa che non sono, che fanno dieci cose fatte male, quando invece dovrebbero concentrarsi su quell’unica cosa che veramente gli piace e farla con gioia.

Questo fa la differenza.

Nel mio caso io non avrei mai potuto aiutare gli altri se prima non fossi riuscita a tirarmi fuori io dalla situazione in cui ero.

Là fuori è pieno di gente che non sa fare nulla e insegna.

Prima io ho capito come aiutare me stessa, e una volta capito come funzionava ho deciso di aiutare anche gli altri”.

Resilienza significa anche capacità di trasformare un problema in opportunità. Condividi questa visione? In che modo sei riuscita a metterla in pratica?


“Ho cercato di vincere una naturale resistenza che ognuno di noi ha a parlare di denaro, e confrontandomi con tantissime persone quello che mi ha convinta a proseguire questa strada è che ho notato quanto non fosse importante il background delle persone.


Non è importante se una persona abbia un background modesto o che sia ricco.

Se uno è incapace di gestire il proprio denaro, non importa quanto ne ha.

Rimane comunque incapace a gestirlo e di solito questo nasconde un disagio più profondo.


Ad esempio, quando mangi o bevi troppo non è quello il problema, quello è il modo di ‘’tappare il buco’’.


Ho pensato ad un certo punto: Chi ci insegna a gestire i soldi?


Tutta la vita ereditiamo delle percezioni errate o dei preconcetti dai nostri genitori.

Basta pensare alle solite frasi che ci siamo da sempre sentiti dire:

‘’I soldi non crescono sugli alberi’’ oppure ‘’Non si può avere tutto’’.


Chi lo dice che non si può avere tutto?


Se lavori, puoi.


Solo che non c’è nessuno che lo insegna.


Così tu arrivi a 18 anni, come ho fatto io, prendi il primo stipendio e lo bruci.

Non sai come gestire i tuoi soldi.

Se qualcuno te lo avesse insegnato non sarebbe questa la situazione.


Mio figlio maggiore ha 10 anni ed io gli ho insegnato dei concetti semplici.

I bambini sono ‘’spugne’’: ricordano tutti i nostri insegnamenti e poi riescono a renderli loro, a rielaborarli e ad applicarli ad un altro settore.


Se tu hai insegnato loro il valore del denaro, poi ci arrivano da soli a certi concetti.

Una volta mio figlio mi ha detto: ‘’Mamma, se compriamo questo vuol dire che dobbiamo ritardare l’altra cosa’’.


Io gli ho detto che ha aveva ragione e allora lui ha deciso di rimanere fedeli al piano originale.


Questo significa che i bambini capiscono.


Ma dobbiamo essere noi genitori ad insegnarglielo visto che a scuola non lo fanno.

Io sono stata fortunata nonostante abbia fatto i miei errori in passato.

Ma per quanto riguarda la mia generazione non tutti possono dire lo stesso.

Io ho 42 anni e molte persone della mia generazione sono peggio dei ragazzini di oggi. Non ha idea di come gestire i soldi”.

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reinventarsi o a proporre nuove soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?

“Quello che dirò potrebbe essere impopolare: questa è una situazione mai vista prima.

Quella cosa che viene definita ‘’Cigno Nero’’: una situazione improbabile e imprevedibile che ha un impatto profondo e duraturo non solo per il mercato ma anche per la vita di tutte le persone.


Secondo me in questo momento bisogna essere molto obiettivi e cercare di non farsi prendere dall’emotività.


Questa infatti può essere una buona occasione per reinventarsi e quindi reinventare il proprio modello di business, ma anche di valutare se eventualmente è il caso di lasciar andare.


Mi spiego: ci sono tante piccole medio imprese che sono sempre state un po’ traballanti e questa situazione può aver fatto la differenza facendole chiudere definitivamente.

Questo potrebbe essere il momento buono per decidere di lasciarsi il tutto alle spalle e di chiudere definitivamente questo capitolo della propria vita imprenditoriale e di iniziarne un altro, piuttosto che incaponirsi cercando ad ogni costo di salvarlo.

Per esempio a chi mi ha chiesto in questo periodo se fosse il caso di chiedere questi 25000 euro io ho risposto che dipende.

Se si ha un programma, un progetto serio e delle possibilità di crescita, allora è il caso.

Ma se si chiedono per contingenza, per tirare avanti o solo per liquidità, si perde in partenza. Io lascerei perdere.


Lo so che non è una risposta bella, è una risposta che non tiene conto dell’emotività e dell’affetto che uno può provare verso la propria azienda (ne parlo anche nel mio libro) però siccome l’azienda non è un figlio, non bisogna necessariamente portarla avanti per tutta la vita, se non va, non va.

Bisogna anche essere capaci di saper dire basta, anche perché altrimenti le implicazioni poi saranno sempre di più e saranno anche peggiori.


Quindi per alcuni questa crisi sarà anche un’opportunità di rinascita che può avvenire sia reinventando il business attuale, cambiando delle cose oppure cambiando proprio completamente business.

Perché no?”

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

Infine, puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri?

“Io e mio marito vorremmo portare a più persone possibili un’educazione finanziare di base che parte proprio dal fatto che a volte invece che seguire obiettivi irraggiungibili, poco realistici, o gli obiettivi di qualcun altro, se ognuno imparasse a gestire meglio quello che ha sarebbe meglio.

Parlo proprio di partire dalle basi come avere un’idea di come gestire il proprio budget, di quali sono le entrate e le uscite e fare una pianificazione in base a queste, avere un piano di accantonamento che ti permette poi di fare progetti per il futuro, cose di base quindi.


Infatti noi sul modello di alcune grandi università americane abbiamo creato questo prodotto per cui la gente può accedere anche con una quota mensile e avere accesso a tutte queste informazioni che sono necessarie per tutti: glossario di economia e finanza, capire quali sono le implicazioni del deficit e del PIL nella nostra vita, insomma cose che servono a tutti.

Capire come funzionano le entrate e le uscite, come accantonare e come investire quello che accantoni può davvero fare la differenza.

Ecco che uno si rende conto che la vacanza da 5000 euro se non te la puoi permettere non ha senso pagarla a rate perché ti stai distruggendo il futuro per una cosa effimera quando alla fine puoi fare una bellissima vacanza anche senza spendere 5000 euro.

Quest’anno poi per forza perché i voli intercontinentali sono fuori discussione, quindi ci si dovrà inventare qualcosa di nuovo.


Una cosa che mi sta tanto a cuore è una maggiore inclusione delle donne nelle attività finanziarie, perché le donne in realtà hanno una marcia in più.


Statisticamente (secondo un’indagine Consob sulle abitudini dri risparmio e investimento degli italiani di investimento) emerge che le donne sono più brave ad attenersi ai budget e si indebitano statisticamente di meno.

Hanno però una grande differenza rispetto agli uomini.

Ovviamente in media guadagnano di meno, quindi avendo meno soldi sono meno coinvolte nelle grandi decisioni.

Spesso poi tendono a delegare al compagno o ad altri. Invece hanno una caratteristica rispetto alla controparte maschile che le renderebbe ancora più brave nella gestione economica: mentre l’uomo quando non è esperto in un settore tende ad essere ‘’overconfident’’ (cioè tende ad avere un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità) la donna è naturalmente più cauta.

Lo si vede anche nella guida.
Questo però in ambito economico-finanziario è una marcia in più, perché essere più cauti piuttosto che andare allo sbaraglio aiuta moltissimo.

Il problema è che le donne non lo sanno, bisogna spiegarglielo.

Bisogna fare un cambio mentale, anche perché ci si sposa sempre più tardi, ci si sposa sempre di più in separazione dei beni, perché ormai la comunione dei beni è veramente poco diffusa e poi ci sono tante donne che tornano ad essere famiglia mono-genitore a causa dei numerosi divorzi.

Quindi sulla base di queste considerazioni dobbiamo imparare a prenderci cura di noi stesse”. 

Giulia Fidilio 

#Resilienza #collaborazione #imprenditori #territorio #etica

E tu puoi contribuire allo sviluppo di una Cultura basata su:

Idee Condivisione Valori