Resilienza Territoriale

Guity Mohammadi: “Il terremoto dell’Aquila ha raso al suo la mia azienda: ecco come sono ripartita”

Guity Mohammadi

Ciao Guity. Presentati ai nostri lettori: chi sei e di cosa ti occupi?


“Sono un’appassionata dell’essere umano o meglio dell’umano essere, quindi di tutte le sfaccettature che compongono le singole individualità.


Sono una Personal Professional Coach e ho fatto delle mie esperienze una delle risorse per me più preziose.

Sono cresciuta in una famiglia mista, papà iraniano e mamma italiana e ho avuto la fortuna di crescere bilingue e vivere questa diversità come un’inesauribile fonte di ricchezza.

Ho conosciuto dall’interno gli orrori della guerra del mio paese, l’Iran, dove sono nata.

Grazie alle esperienze umanamente difficili ho scoperto la mia Resilienza e la capacità dell’essere umano di essere forte come una quercia e flessibile come una canna di bambù.


La mia missione è aiutare le persone e le organizzazioni a spostare i propri limiti e conoscere meglio loro stesse e il loro mondo resiliente, definendo nuovi obiettivi e strategie personali o di squadra e migliorando l’efficacia delle prestazioni per raggiungerli attraverso lo sviluppo della Leadership e l’allenamento della Resilienza.


Per fare questo parto da un presupposto: la conoscenza di sé e delle proprie risorse è proprio l’inizio della libertà!

E’ questo che mi spinge ad aiutare le persone a scoprire le loro caratteristiche, le doti e le risorse interne per affrontare le sfide, per attraversarle e diventare persone nuove, più resilienti.


Se vogliamo usare una metafora in un certo senso è come ritrovare il proprio stato naturale di forza e comprendere che Resilienza non è Resistenza; un po’ come il ghiaccio che è duro e se resiste si spacca, invece se cambia stato e diventa acqua, si adatta al recipiente, non perde la sua caratteristica e quando trova un nuovo recipiente può tornare al suo stato originale.


Tutto questo l’ho trattato in un paio di libri. L’ultimo uscito nel 2019 si intitola proprio ‘’Come superare le difficoltà con la Resilienza’’

Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non? Puoi raccontarci un episodio significativo?


“In realtà di episodi ce ne sarebbero tanti.

La porta che mi ha aperto alla Resilienza è stata sicuramente la guerra che ho vissuto da adolescente per 7 lunghi anni.


Questa esperienza e il modello che mi hanno trasferito i miei genitori, unitamente alle difficoltà oggettive che ho dovuto affrontare in un periodo della vita in cui non avevo la maturità per gestire un evento così più grande di me, mi hanno fatto gettare i semi della Resilienza che ho ritrovato poi più avanti.


Se guardiamo a un’epoca un po’ più recente, c’è stato il terremoto dell’Aquila, che ha completamente raso al suolo la mia azienda, provocando danni materiali e soprattutto immateriali riguardanti l’aspetto emotivo.

In quella occasione sono riuscita a raccogliere le risorse che avevo precedentemente maturato e a dare un senso a tutti gli avvenimenti cercando il loro lato positivo per ricostruirmi.


Un anno e mezzo fa ho deciso di uscire come socia dall’azienda che avevo fondato 17 anni fa, e che era la mia vita, e mi sono buttata sul mercato “senza rete”, con tutte le paure fisiologiche che emergono nelle grandi decisioni, ma anche con grande determinazione.

Amo guardare le sfide con occhio costruttivo e di evoluzione.

Oggi sono molto felice per quella decisione e per i risultati attuali.
In tutte le mie esperienze ho cercato di mappare i miei comportamenti e ho creato un protocollo di allenamento della Resilienza di cui parlo proprio nel mio libro.


Mi riferisco al ‘’Protocollo delle 5 A’’ dove spiego come sia fondamentale prima di tutto accogliere la difficoltà, accettarla, affrontarla con il giusto equipaggiamento, attraversarla godendosi il viaggio pur nella sofferenza e finalmente approdare ad una serenità grazie agli insegnamenti ricevuti.

Se riusciamo ad alzare l’attenzione e la consapevolezza su quello che ci sta accadendo, riusciamo ad apprendere e diventare persone nuove”

Resilienza significa anche capacità di trasformare un problema in opportunità: Condividi questa visione? In che modo sei riuscita a metterla in pratica?

“La condivido pienamente ed è proprio la filosofia di vita che applico in ogni circostanza, non solo nelle grandi sfide o nei lutti, ma anche nelle difficoltà quotidiane.

Possiamo allenare la Resilienza in ogni micro o macro cambiamento.

Il fatto di concentrarsi sull’altra faccia della medaglia cercando anche gli aspetti positivi, ci aiuta a scovare gli insegnamenti per poter fare quel salto evolutivo personale che alza i nostri standard e ci rafforza.


Personalmente ho imparato che in ogni difficolta c’è un’opportunità.

Il problema è che non si vede subito… perché si nasconde tra le pieghe che non sono visibili quando veniamo rapiti emotivamente.

Se vogliamo rialzarci dobbiamo essere disposti a ‘’spiegare’’ quella situazione, cioè a toglierle le pieghe per guardarla, conoscerla e darle un nome.


Quante volte spiegando qualcosa la comprendiamo meglio e facciamo chiarezza?


Il fascino della Resilienza è proprio nella conoscenza di noi stessi e delle nostre risorse, facendone tesoro e riproponendole nelle sfide successive attraverso una nuova versione di noi.
Se riusciamo a fare questo percorso, riusciamo a dare senso alle nostre esperienze.


Tutti fanno esperienza, ma pochi sanno viverla e darle un significato, pochi cioè sanno trasformare un evento emotivamente impegnativo in un vissuto positivo anche quando apparentemente non lo è.


Tutti abbiamo delle motivazioni. La differenza tra gli individui sta nella loro capacità di farle durare a lungo nonostante gli ostacoli.


Questa per me è una persona resiliente: un ricercatore di soluzioni, un creatore costante di risultati e un’artista nell’inversione di rotta!


Io lavoro tutti i giorni per diventare una migliore artista dell’inversione di rotta, che è esattamente quello che la vita ci chiede costantemente”

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reiventarsi o a proporre nuovi soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?


“Io devo ringraziare il Covid perché mi ha aiutato ad aumentare notevolmente la qualità della mia vita.


All’inizio di quest’anno avevo iniziato una collaborazione molto interessante e a cui tenevo molto con una nota azienda del settore telecomunicazioni, per un progetto molto ambizioso.


L’obiettivo a dicembre era di formare migliaia di persone su tutti il territorio nazionale attraverso giornate d’aula.

Partito il lockdown mi hanno chiesto subito di trasformare ad esempio le aule tradizionali in virtuali, con una programmazione molto fitta che diversamente sarebbe stata un’impresa improbabile ed inefficace.

Dopo un mio iniziale scetticismo, digitalizzare la formazione si è rivelata una soluzione straordinaria e una strategia vincente che ha permesso di velocizzare i processi, diminuire i costi e ottimizzare i tempi.


Io viaggio per lavoro da sempre e adoro la mia professione anche per questo, un aspetto che ho sempre apprezzato perché sono curiosa e amo conoscere posti nuovi.

Penso che i limiti siano come segnalibri che mettiamo sulle pagine e che dobbiamo semplicemente spostare andando avanti e apprendendo; aver superato un mio limite iniziale rispetto alla totale digitalizzazione, ha fatto sì che io oggi possa dedicare maggior tempo alle cose che mi appassionano e alzare la qualità della mia vita.

Oggi ad esempio posso dedicarmi maggiormente ai viaggi con le persone che amo.
Grazie al Covid il mio lavoro oggi si sviluppa quasi per il 90% online.


Inoltre durante il lockdown ho creato su Facebook il gruppo privato ‘’Leadership Resiliente’’ destinato ad un pubblico femminile; era un sogno nel cassetto da mesi e mesi e il Covid me lo ha fatto realizzare in mezzo pomeriggio!

La riconversione al mondo virtuale è avvenuta con una velocità sorprendente e il mio lavoro non ne ha risentito. E’ fantastico!”

Infine: puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri?


“Oltre al mio lavoro come Professional&Personal Coach, attualmente sono impegnata su due pilastri:

uno è lo sviluppo della Leadership femminile che mai come oggi può fare la differenza nelle organizzazioni.

Le ricerche stanno premiando uno stile più empatico e comunicativo e le doti naturali femminili e le competenze possono costituire delle ottime qualità e uno straordinario valore aggiunto nel business, se adeguatamente sfruttate.


L’empatia è l’elemento chiave di una gestione femminile e la leadership empatica mette il riconoscimento dei bisogni dell’altro al centro; in un’azienda ciò significa riconoscere i bisogni specifici dei gruppi di lavoro e attivare le giuste leve motivazionali.


Voglio aiutare le donne ad acquisire gli strumenti per decidere spontaneamente di “sedersi ai tavoli” insieme agli uomini, dove le une e gli altri in sinergia possano portare soluzioni e valore.

Il secondo pilastro si chiama ‘’HIPPO’’. Hippo è un’applicazione, una nuova tecnologia che ci consente di far emergere la qualità delle relazioni tra le persone, cioè misurare il grado di soddisfazione delle persone attraverso il loro Trust Index, consci che la fiducia sia la moneta della nuova era che caratterizzerà ogni aspetto della nostra vita, sia sociale che professionale.

Hippo nasce nella convinzione che il fulcro intorno al quale ruota l’esistenza umana sta nella capacità di relazionarsi, di comunicare, di far passare il proprio messaggio”

Guity Mohammadi

#Resilienza #collaborazione #imprenditori #territorio #etica

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