Resilienza Territoriale

Isaac Larian, dai bassifondi dell’Iran alle Bratz: l’uomo diventato ricco con le bambole

Vi dice niente il nome di Isaac Larian?


No?


In compenso conoscerete quasi sicuramente il prodotto che lo ha reso celebre in tutto il mondo e ricco oltre ogni misura.


Si tratta delle Bratz.


Sì, le famose bambole per bambine che da alcuni anni fanno concorrenza addirittura alla leggendaria Barbie.


Oggi il patrimonio di Larian si aggira attorno al miliardo di dollari, ma non tutti sanno che la sua avventura comincia da molto lontano, più precisamente dai bassifondi dell’Iran.


Isaac nasce infatti a Tehran, figlio di un piccolo commerciante proprietario di una bottega di tessuti.

Il futuro imprenditore inizia qui a muovere i primi passi, occupandosi di rifornire il magazzino e di riscuotere i pagamenti dei clienti.


Per un po’ la sua vita si divide tra il lavoro nel negozio del padre e la scuola.


Il piccolo Isaac però ha ben altre ambizioni.


Cresce guardando i film di Hollywood e sognando l’America.


A 17 anni decide che l’Iran gli va stretto e di voler tentare il tutto per tutto.


Convince la famiglia a prestargli 700 dollari, infila poche cose in una valiga e si imbarca con un biglietto di sola andata per Los Angeles.


Gli inizi sono duri, durissimi.


Isaac non parla inglese e nessuno vuole dargli un lavoro.


Per fortuna incontra un amico che lo aiuta a trovare posto come lavapiatti in una caffetteria e successivamente come cameriere.


Il giovane lavora soda e inizia a mettere via i primi risparmi, con i quali decide di pagarsi gli studi.


Arriva il diploma e poi la laurea in ingegneria civile nel 1978.


Il lavoro da ingegnere però non è adatto a uno spirito intraprendere come il suo.


Isaac, insieme al fratello (sopraggiunto nel frattempo dall’Iran), si butta nel settore del commercio.


Prima ornamenti da giardino.


Poi, negli anni Ottanta, l’elettronica e componenti tecnologici.

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Isaac diventa uno dei primi fornitori di Nintendo.

Fonda la MGa (Micro Games of America) con la quale realizza già nel primo anno vendite per 21 milioni di dollari.


Ma l’azienda non si occupa solo di videogiochi.


Nel 1996 un inventore squattrinato, Joe Trushus, bussa alla porta di Isaac.

Gli mostra una bambola parlante che aveva già sottoposto alla Matel ma che era stata scartata.


Isaac se ne innamora immediatamente e decide di lanciarla sul mercato come “Singing Bouncy Baby”.


La bambola ha un successo immediato e le vendite vanno subito a gonfie vele convincendo l’imprenditore ad investire ancora in questo settore.


L’occasione si ripresenta qualche anno dopo, nel 2000, quando Carter Bryant, designer freelance, mostra a Isaac gli schizzi di una nuova bambola con la testa grossa e le labbra molto carnose.

Tutto l’opposto della Barbie, la bambola più amata d’America.

L’imprenditore iraniano all’inizio non è molto convinto, ma la bambola conquista sua figlia Jasmin.


Anche Isaac, alla fine, si convince.


Nascono così le Bratz, un’idea vincente che avrebbe portato fiumi di denaro nelle tasche di quel ragazzino partito con 700 dollari da Tehran.

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