Resilienza Territoriale

La difesa degli oceani è la priorità, l’alternativa è l’estinzione – Intervista ad Andrea Morello

difesa degli oceani

Sommario

In questa intervista Andrea Morello, speaker dell’edizione 2020 di TEDxCoriano e presidente di Sea Shepherd Italia, ci racconta del suo rapporto con il mare, e perché dalla difesa degli oceani dipende la sopravvivenza di tutti noi.

Difesa degli oceani: una necessità non più rinviabile

Raccontami un po’ di te e della tua storia fino ad oggi?

“Mi chiamo Andrea Morello e sono il presidente Sea Shepherd Italia, costola dell’omonima organizzazione globale che da 43 anni si batte per conservare i nostri oceani e le vite delle creature che li abitano per le generazioni future.

Tra le nostre prime battaglie, nel 2010, c’è stata quella per la difesa del tonno rosso nel Mediterraneo, una specie a rischio di estinzione.

Abbiamo collaborato e collaboriamo con la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza nel contrastare la diffusione fuorilegge delle reti spadare, veri e propri muri della morte che costano la vita di migliaia di pesci.

Siamo attivi inoltre per quanto riguarda la protezione delle tartarughe marine e di tutte le specie protette nelle aree marine italiane”.

Quando hai preso consapevolezza del cambiamento climatico/sostenibilità?

“E’ una consapevolezza che porto con me fin da quando ero piccolo.

Nasco nella zona del Monte Grappa, quindi non esattamente una località di mare.

Dalle Dolomiti proviene l’acqua che confluisce nei fiumi Brenta e Piave.

Camminando da ragazzino lungo l’alveo di questi fiumi, ho assistito, per la prima volta, al fenomeno dell’estinzione, quella dei gamberi di acqua dolce.

Ricordo benissimo che quand’ero piccolo si potevano trovare ovunque.

Poi all’improvviso sono spariti.

E’ qualcosa che mi ha segnato profondamente.

E’ scattata una leva, che mi ha portato ad approfondire la conoscenza della vita acquatica e delle sue problematiche”.

Cosa è cambiato da allora nella tua vita e nella tua carriera?

“Il mio amore per il mare e l’ambiente mi ha portato a cambiare le piccole abitudini quotidiane.

Sono diventato vegeteriano e successivamente ho scoperto anche la cucina vegana.

Da imprenditore, per anni ho fatto in modo di coniugare il business a soluzioni ecocompatibili, scegliendo solamente prodotti naturali e sostenibili.

In seguito, da volontario, mi sono avvicinato a Sea Shepherd, che poi è diventata la mia casa, la mia famiglia.”

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Qual è stato il punto di rottura tra il prima e il dopo (perché hai deciso di cambiare le cose)?

“L’estinzione, come quella che ho osservato da bambino mi ha reso consapevole che se muoiono gli Oceani moriremo anche noi.

Per questo ho rivolto la mia attenzione al mare dal quale l’intero equilibrio della nostra specie dipende perché ci vive l’80 per cento delle specie animali e vegetali e dona all’atmosfera il 50 per cento dell’ossigeno che respiriamo”.

Ho concluso che non c’è un pianeta da salvare, bensì è il futuro della nostra specie da tutelare difendendo il pianeta Blu dal que dipendiamo.

Difesa degli oceani: perché è importante

Che difficoltà hai dovuto superare?

“La prima difficoltà è stata quella di comprenderee comunicare l’interdipendenza tra le specie, nessuna esclusa.

Prima, da imprenditore attivo nel campo del web marketing, mi sono messo alla ricerca di soluzioni che garantissero sì un profitto, ma allo stesso tempo avessero un ridotto impatto ambientale.

Non è facile, ma questa mia dedizione è stata premiata quando sono entrato in Sea Shepherd e ho capito che ogni piccola azione, anche la minima, poteva condurre a un cambiamento.

Ho capito che le nostre azioni diventano simboli e che i simboli sono in grado di ispirare le altre persone”.

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Quali sono stati i tuoi risultati sorprendenti?

“In questi giorni presentiamo il mio sogno che si realizza, la Conrad, una nave che presidierà in maniera fissa il Mediterraneo, per garantire un futuro alle prossime generazioni.

Altra operazione fondamentale operazione è quella denominata Siracusa, che trae ispirazione dall’amicizia con Enzo Maiorca.

Ogni anno i nostri volontari pattugliano la Riserva Marina del Plemmirio difendendo la cernia bruna e il riccio di mare, entrambe specie in pericolo.

Oggi ‘Siracusa’ è una realtà consolidata, ma quando abbiamo iniziato tra la popolazione locale vigeva un forte senso di rassegnazione: le cose erano sempre andate così, la pesca illegale c’era sempre stata, e si credeva che la situazione non potesse cambiare.

I nostri volontari hanno riacceso la speranza”.

C’è qualcuno (mentore, compagni d’avventura, mecenate) che ha giocato un ruolo importante?

“Il primo è Paul Watson, leader di Sea Shepherd a livello mondiale: una persona pronta a dare la propria vita per la difesa del mare, fosse solo per salvare una sola balena o un solo riccio. Poi Alex Cornelissen e Peter Hammarstedt, due figure importantissime, che sono esempi di determinazione.

Quindi mi piace citare gli amici Patrizia e Enzo Maiorca, mi hanno insegnato a rispettare gli oceani e l’amore per il mare insieme a Sebastiano Cossia Castiglioni che mi ha dimostrato che i sogni si possono realizzare”.

Cosa diresti a chi non conosce nulla del tuo mondo per avvicinarsi?

“Direi di sforzarsi di guardare il mare con occhi diversi.

Non una piatta distesa blu, ma un prato con mille fiori e api.

Sotto quelle acque si trova l’80 per cento della vita del globo.

Il nostro pianeta è una immensa astronave e a guidarle sono le specie animali e vegetali che la popolano: cosa ne sarà di noi se uccidiamo chi guida l’astronave?”

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Difesa degli oceani: cosa possiamo fare

Concludo sempre le mie interviste chiedendo qualcosa di motivazionale per i lettori. Cosa ci puoi dire per ispirarci?


“La difesa del pianeta comincia nel momento in cui ci svegliamo: che prodotti scegliere nella propria casa, come nutrirsi, vivere senza distruggere il nostro mondo dopo il proprio passaggio”.


Quali sono le 3 cose che le persone possono iniziare a fare per avviare un cambiamento nelle proprie abitudini ?


“1. Prima di tutto conoscere. Mai smette di allenare la propria curiosità.
2. Poi agire: non dite agli altri cosa fare, ma siate voi gli autori del cambiamento, a partire da voi stessi.
3. Terzo: la gentilezza. Impariamo ad usarla: è l’arma migliore che abbiamo”.


C’è una richiesta che tu hai per i lettori?


“Voglio fare io una domanda.

Quanto tempo credete che possiamo ancora andare avanti su questo pianeta prima che la situazione diventi insostenibile?

Dieci anni, cento anni oppure mille? Se non ora quando invertiremo la rotta? Se noi chi altro lo farà?”


C’è qualcosa che dici spesso (es.: citazione o un motto)?


“Una frase del capitano Paul Watson: se guardiamo alla storia, non sono mai le organizzazioni o i Governi a fare la differenza, ma è la passione di un singolo individuo che smuove le coscienze”.


Riassumendo, quali sono le tre cose che hai imparato nell tuo percorso divita e che possiamo condividere con gli altri?


“1. Ho imparato che le differenze possono essere dei valori.
2. Tutto si può cambiare.
3 Ogni azione deve avere alla base compassione e gentilezza”

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