Resilienza Territoriale

Barbara Reverberi

Ciao Barbara. Presentati ai nostri lettori. Chi sei e di cosa ti occupi?

“Sono una mamma, giornalista freelance, esperta di digitale e podcaster.

Da pochissimo anche autrice.

Curo le media relations per professionisti e imprenditori.

Li aiuto a comunicare con i media tradizionali e digitali per far parlare dei loro progetti, delle loro storie.

Ho iniziato accanto a Cristina Mondadori come responsabile relazioni esterne e ufficio stampa della Fondazione e del Centro Benedetta D’Intino.

Ho collaborato con Insieme – Gruppo Sfera RCS e con Il Giorno.

L’ultimo contratto da dipendente in Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano come responsabile ufficio stampa, poi il volo, senza paracadute, da freelance.

Da freelance ho fondato nel settembre 2017 un gruppo di oltre 500 professionisti della comunicazione e del digitale per collaborare, condividere e non sentirsi mai soli.

Dallo scorso anno Freelance Network Italia è diventato un’associazione per la promozione del lavoro libero e indipendente. Insieme collaboriamo a progetti di comunicazione, ciascuno secondo le proprie competenze.

Ma organizziamo anche eventi e partecipiamo come speaker.

L’ultima esperienza è stata per la Milano Digital week in collaborazione con il Digital Innovation Hub Lombardia.

News per freelance, il podcast, ha superato i 140 episodi.

E’ appena uscito il mio primo libro Freelance Digitali edito da Maggioli Editore”.

Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non? Puoi raccontarci un episodio significativo?

“La resilienza nella forma mentale del silenzio occupa uno spazio straordinario.

È fondamentale per riuscire a destreggiarsi in una vita fatta di alti e bassi.

È quella caratteristica che ci permette di affrontare le sfide che il quotidiano ci pone.

Personalmente ho allenato la resilienza giorno per giorno negli ultimi otto anni, in sostanza, dal primo giorno in cui sono diventata freelance.

Dico ogni giorno perché è un esercizio di presenza e di consapevolezza grazie al quale impari a riconoscere le tue risorse personali e uniche.

In questo percorso ho imparato a gestire l’ansia, la pressione e l’incertezza:

L’ansia ci accompagna quando fatichiamo a vedere il traguardo, la pressione ci insegue quando non riusciamo a organizzare il nostro tempo, l’incertezza è connaturata al lavoro autonomo e occorre accettarla per farne un alleato.

Un episodio di resilienza è stato come ho vissuto lo scorso anno.

In realtà si è trattato di un periodo nel quale ho combattuto un dolore all’articolazione della spalla sinistra a causa di uno sfilacciamento dei tendini della cuffia del rotatore.

Ho vissuto questo dolore con apprensione, temendo che non avrei potuto recuperare la mobilità e sarei stata costretta a fermarmi.

E per un freelance, senza paracadute o malattia, è impossibile.

Ho imparato a convivere con il dolore e a superarlo con determinazione in un anno di fisioterapia e riabilitazione. Il momento più bello è stato quando sono riuscita a tornare a nuotare.

Quest’esperienza mi ha insegnato che volendo è possibile ottenere grandi risultati.

La motivazione arriva, basta saper leggere e considerare il più piccolo progresso, giorno per giorno”

Resilienza significa anche capacità di trasformare un problema in opportunità: condividi questa visione? In che modo sei riuscito a metterla in pratica?


“Condivido pienamente questa accezione di resilienza.

Penso si possa definire la capacità di resistere nel cambiamento.

Non nel senso di opporsi al cambiamento, al contrario imparando ad assecondarlo per accettarlo.

E’ un esercizio di costanza.

Per noi freelance una caratteristica della forma mentis da sviluppare.

Così la resilienza diventa occasione di crescita, per continuare a migliorarsi.


Penso ad esempio a quando per ragioni diverse si perde un cliente.

Le prime volte, conoscendo la fatica della ricerca, ci si sente abbattuti e senza forze.

Si esaminano le ragioni, ci si mette in discussione e si teme di non riuscire a trovarne altri. E’ qui che, dopo quel primo momento di smarrimento, possiamo ritrovare la forza di rimetterci in gioco.

Se abbiamo imparato a guardare oltre e pensare con fiducia che si apriranno nuove strade, sapremo da che punto ri-cominciare: migliorare il nostro sito, rivedere il proprio piano editoriale, programmare qualche incontro, anche on line, con altri freelance?”

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reinventarsi o a proporre nuove soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?


“In effetti la pandemia ha costretto molti di noi a ripensarsi.

Noi lo abbiamo fatto all’interno di freelance network italia, cominciando nel periodo di lockdown a progettare insieme.


Ci siamo riuniti virtualmente ogni settimana con degli obiettivi prestabiliti per creare insieme una landing page che potesse permetterci di entrare in contatto con professionisti e imprenditori per presentare meglio i servizi che offriamo nell’ambito della comunicazione.

E’ stata l’occasione per lavorare insieme, sperimentarci, condividere.

Non ci siamo mai sentiti soli, anche se eravamo tutto chiusi in casa.

Abbiamo unito le forze e ora stiamo cercando insieme di comunicare l’opportunità per imprenditori e professionisti di avere una call gratuita di mezz’ora per ricevere un’analisi dello Stato della propria comunicazione”.

Infine: puoi anticiparci qualcosa dei tuoi progetti futuri?


“Nel futuro sto progettando una serie di percorsi di accompagnamento che lancerò attraverso il mio sito www.barbarareverberi.it per aiutare i freelance o le persone che desiderano diventarlo a mettere a terra le loro idee.

La libera professione spaventa e affascina allo stesso tempo.

Meglio sapere come orientarsi per evitare di improvvisarsi senza avere una rotta.

Sento una profonda responsabilità e la mia mission è supportare chi vuole seguire i propri valori, ma rimane sempre ai blocchi partenza perché non sa come cominciare.

Ci vuole un metodo, costanza e resilienza, appunto.

E questo periodo straordinario può davvero premiare chi saprà osare avendo messo solide basi del proprio piano di sviluppo umano e professionale”

Barbara Reverberi

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