Resilienza Territoriale

Laura Serpilli: “Perché una dieta vegana può aiutarci a salvare il pianeta”

Laura Serpilli: “Perché una dieta vegana può aiutarci a salvare il pianeta”

Sommario

In questo articolo Laura Serpilli, direttrice dell’Osservatorio VeganOK e speaker dell’edizione 2020 di TEDxCoriano, ci parla della filosofia che sta dietro una dieta vegana, e come una scelta consapevole degli alimenti che portiamo in tavola può essere la chiave per difendere il nostro pianeta.

Dieta vegana e cambiamenti climatici: esiste una correlazione?

Raccontami un po’ di te e della tua storia fino ad oggi?

“Mi chiamo Laura Serpilli e sono la direttrice di Osservatorio VeganOK.

La nostra attività principale è monitorare l’andamento del mercato dal punto di vista dei consumatori e quindi le attitudini vegan in riferimento ai consumi.

Lo facciamo attraverso articoli, condividendo studi e contenuti sempre nuovi”.

 Quando hai preso cansapevolezza del cambiamento climatico/sostenibilità?

“Il discorso sul cambiamento climatico è la priorità assoluta.

Senza una presa di coscienza forte su questo tema non possiamo arginare il problema.

Esiste una stretta correlazione tra il consumo alimentare e il cambiamento climatico ed è questo uno degli aspetti che il mio lavoro mira ad approfondire.

C’è uno studio molto significativo, risalente al 2018 e realizzato dall’Università di Oxford, che certifica in maniera chiara la correlazione tra abitudini alimentari e il climate change.

Non è il solo, ce ne sono molti altri autorevoli che dimostrano il legame.

In effetti un’alimentazione plant-based è uno dei modi più incisivi per ridurre l’impatto dell’uomo sul pianeta terra.

La difesa dell’ambiente in poche parole comincia dalla tavola”.

Cosa è cambiato da allora nella tua vita e nella tua carriera?

“Da un punto di vista professionale, dopo aver preso consapevolezza di questo tema, ho iniziato ad occuparmi di divulgazione e studio come mezzi che ci permettono di arrivare a una platea più ampia possibile e quindi di far attecchire nuove consapevolezze.”

Come cambia la nostra vita quando abbracciamo la dieta vegana.

Qual’è stato il punto di rottura tra il prima e il dopo (perché hai deciso di cambiare le cose)?

“Otto anni fa sono diventata vegana e questo in un certo senso è stato il filo conduttore di tutte le scelte che sono venute dopo.

Rendersi conto delle implicazioni etiche legate al sistema di produzione alimentare mi ha portato ad interrogarmi su quali possano essere le azioni da intraprendere per indurre un cambiamento: come arriva il cibo sulle nostre tavole?

Qual è il costo etico ed ambientale dello sfruttamento animale?

Questo ha avuto un impatto anche in ambito professionale: ho sentito l’esigenza di cambiare direzione e impegnarmi per fare la mia parte.

Quel cambiamento mi ha permesso di guardare con una prospettiva differente ai vari aspetti della mia vita, a cominiciare da quelli più semplici e ordinari”.

dieta vegana

Dieta vegana: quali sono le difficoltà?

Che difficoltà hai dovuto superare?

“Lo scoglio da superare quando si parla veganismo è la reticenza: esso va in qualche modo a contrapporsi ad una cultura di consumo e culinaria fortemente consolidata e legata alla consuetudine.

Promuovere il veganismo come strumento di cambiamento vuol dire toccare delle corde profonde e mettere in discussione aspetti fondanti della vita.

Le cose tuttavia stanno cambiando: in Italia abbiamo raggiunto il massimo storico del numero di vegani e vegeteriani, i quali rappresentano l’8,9% della popolazione e aumenta quella fetta di popolazione che pur non dichiarandosi apertamente vegana o vegetariana, sta attuando cambiamenti nella propria alimentazione riducendo drasticamente il consumo di derviati animali.

Segno che esiste una maggiore sensibilità verso gli aspetti etici e legati all’impatto ambientale di ciò che consumiamo.

C’è molto fermento e molte persone, grazie anche alla divulgazione e alle fonti di informazione, cominciano a diventare consapevoli e informate su quelle che sono le evidenze scientifiche”.

 Quali sono stati i tuoi risultati sorprendenti?

“Il nostro Osservatorio è in piedi ormai da tre anni e questo è sicuramente un risultato importante.

Cresciamo giorno dopo giorno.

A livello europeo, inoltre, stiamo portando avanti una campagna legata alla validazione dal punto di vista giuridico del termine ‘vegan’.

E’ un passaggio fondamentale per costruire delle regole in grado di chiarire aspetti legati, ad esempio, all’etichettatura dei prodotti”.

C’è qualcuno (mentore, compagni d’avventura, mecenate) che ha giocato un ruolo importante? 

“Voglio nominare tutto il team di lavoro Veganok; siamo un gruppo eterogeno ma siamo legati da una forte spinta al cambiamento.

Lavoriamo per un obiettivo comune e questo è di ispirazione per tutti noi.
Un appello a chi si avvicina al mondo dell’alimentazione vegana.

Cosa diresti a chi non conosce nulla del tuo mondo per avvicinarsi?

“Decidere cosa portare sulla nostra tavola o cosa mettere nel carrello sono piccole scelte che possiamo iniziare ad attuare fin da subito.

Decidere in maniera consapevole cosa consumare è una scelta apparentemente banale ma che dà origine già a una prima forma di rivoluzione.

dieta vegana dieta vegana

 Concludo sempre le mie interviste chiedendo qualcosa di motivazionale per i lettori. Cosa ci puoi dire per ispirarci?

“Siate curiosi: leggete, informatevi e siate consapevoli che il cambiamento passa anche attraverso il linguaggio e le parole che utilizziamo per immaginarlo.

Ci sono parole in grado di calarci in nuove prospettive.

Parole come antispecismo o veganismo aprono scenari concreti in grado di generare un cambiamento: descrivono ad esempio una visione della realtà in cui crollano le dinamiche di predominio; ci catapultano in uno scenario fatto di equità.

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Piccoli cambiamenti che possono innescare una grande rivoluzione.

Quali sono le 3 cose che le persone possono iniziare a fare per avviare un cambiamento delle nostre abitudini?

“Partiamo da quello che mettiamo nel nostro carrello.

Impariamo a capire da dove arrivano i prodotti e di cosa ci serviamo nella quotidianità. Questo è un buon inizio“.

C’è qualcosa che dici spesso (es.: citazione o un motto)?

“I limiti del linguaggio sono i limiti del mio mondo.

E’ una frase di Wittgenstein che ci ricorda la potenzialità del linguaggio per descrivere la realtà e costruire scenari nuovi.

Se non abbiamo parole per descrivere la crisi che ci troviamo ad attraversare, non avremo strumenti per descrivere il cambiamento che dobbiamo attuare.”

Riassumendo, quali sono le tre cose che hai imparato nell tuo percorso di vita e che possiamo condividere con gli altri?

“Mi piace ricordarne una.

Si può sempre cambiare direzione ma dobbiamo assumerci la responsabilità sia delle nostre azioni che della nostra inerzia.

E questo vale sia a livello personale che collettivo.”

Laura Serpilli

 

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