Resilienza Territoriale

Massimiliano Baiocco: “A 56 anni ho deciso di fare lo startupper”

Massimiliano Baiocco


Ciao Massimiliano. Per prima cosa presentati ai nostri lettori: chi sei e di cosa ti occupi?


“La mia esperienza professionale nasce dall’aver militato per 5 anni in una delle più grani società di consulenza a livello mondiale.

Dopo aver fondato insieme ad un altro socio un’azienda, il 29 febbraio di quest’anno ho deciso di lasciarla per lanciare una nuova iniziativa denominata ‘Performance Mind’ con l’obiettivo di offrire una misurazione scientifica di un concetto molto complesso: quello della fiducia.

Nella mia carriera ho avuto modo di analizzare le dinamiche comportamentali nelle grandi organizzazioni, riscontrando una crescente mancanza di fiducia in termini di rapporti e prestazioni.

L’idea è che se riusciamo ad attribuire un indice numerico al concetto di fiducia possiamo implementare un percorso di miglioramento sia delle persone che delle stesse organizzazioni.

Come imprenditore ho gestito un’azienda di oltre 150 persone che si occupava di esternalizzare processi amministrativi.

l motivo che mi ha spinto a lasciarla è stato proprio l’aver osservato un progressivo venir meno delle dinamiche basate sulla fiducia”.


Che importanza ha avuto la Resilienza nella tua vita?


“La Resilienza è un valore che non pensavo di possedere, ma che evidentemente è presente in forma embrionale in ciascuno di noi.

Tornando alla società a cui facevo riferimento prima, posso dire che a un certo punto il clima di fiducia nei confronti del mio socio, di partner e collaboratori in qualche modo è andata incontro a una spaccatura e questo mi ha segnato nel profondo.

Anziché piangermi addosso, tuttavia, ho deciso di documentarmi, approfondendo gli studi delle neuroscienze e conseguendo anche alcuni master.

Da una situazione di criticità sono riuscito a paradossalmente a costruire una nuova opportunità.

La scelta fatta mi è costata tanto soprattutto a livello emotivo, ma mi ha dato la libertà di progettare una nuova società e di generare valore laddove pensavo non fosse possibile.

L’emergenza Covid-19 da un certo punto di vista per me è stata una sorta di acceleratore, perché ha creato nuovi modelli di gestione delle relazioni che vanno al di là della componente fisica, imponendo dunque la necessità di riprogrammare molte nostre strategie.

La pandemia ha fatto saltare tutta una serie di legami e di punti di riferimento: pensiamo alla figura del manager all’interno di una grande azienda e al suo ruolo di guida venuto in un certo senso a perdersi con il lockdown e la diffusione dello smart working.

Molte persone hanno sofferto di abbandono psicologico per la mancanza di punti fermi.

Anche io in un primo momento ho vissuto questo cambiamento in maniera traumatica, ma in un secondo tempo si sono spalancate davanti ai miei occhi nuove possibilità di business e di studio”.

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

Qual è la tua ricetta per la Resilienza? Quale consiglio ti senti di dare ad imprenditori e professionisti che stanno affrontando la fase della ripartenza post-Coronavirus?


“Il mio messaggio per gli imprenditori è quello di rimanere vicini alle persone che orbitano attorno alla loro vita lavorativa, siano essi clienti, fornitori, collaboratori, partner.

Come dicevo prima, in molti casi è subentrata una componente di abbandono psicologico e di calo della fiducia.

Queste persone – se ben orchestrate e supportate – possono superare questa fase di stallo e liberare energie positive.

La positività è un elemento fondamentale soprattutto nei rapporti con i nostri collaboratori: dobbiamo essere bravi ad ingaggiarli, valorizzarli e a incanalare l’aiuto che sono in grado di fornirci.

Penso ad esempio ad una realtà di mia conoscenza, dove si organizzano Skype a sorpresa per verificare la produttività dei dipendenti in smart working: un procedimento che a mio avviso risulta controproducente in termini di dinamiche di team”.


Quali sono i tuoi progetti per il futuro?


“Al momento sono concentrato sulla fase beta di un’applicazione chiamata Hippo, che permetterà la misurazione in termini numerici di quella scala della fiducia a cui facevo riferimento prima.

E’ così: a 56 anni ho iniziato a fare lo startupper: ai più potrebbe suonare strano, ma è una cosa che mi motiva tantissimo e di cui vado orgoglioso.

Quello della fiducia è un tema che avrà una grande importanza in futuro.

Basti pensare al rapporto Hedelman, che già a partire dal 2019 – e quindi prima del Coronavirus – aveva riscontrato un crollo dell’indice della fiducia: la gente non si fida più delle aziende, dei governi, dei media, delle banche e anche delle grandi istituzioni.

Il mio obiettivo è quello di invertire la rotta”.

Massimiliano Baiocco

#Resilienza #collaborazione #imprenditori #territorio #etica

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza

E tu puoi contribuire allo sviluppo di una Cultura basata su:

Test Resilienza

Scopri quanto sei Resiliente!

Fai il test e ti diremo il tuo livello di Resilienza e come migliorarlo