Resilienza Territoriale

“Noi donne abbiamo un grande potenziale inespresso: in che modo la resilienza può aiutarci a liberarlo?” – Carina Fisicaro

Carina Fisicaro

Ciao Carina. Presentati ai lettori: chi sei e di cosa ti occupi?

“Sono una donna determinata a compiere la sua missione, mettere in connessione il maggior numero di donne con la loro spiritualità (risorsa interiore) per vivere una vita di abbondanza e realizzazione.

“Dopo diversi studi di pnl, metafisica e fisica quantica e le mie ricerche riguardo la intelligenza spirituale, lavoro da dieci anni con imprenditrici e professioniste, donne che desiderano smettere di lavorare per portare avanti la loro mission.

Dieci anni fa, quando ho cominciato, il mio target era composto prevalentemente da mamme che avevano voglia di mettersi in gioco nel mercato imprenditoriale.

Poi pian piano il mio pubblico si è ampliato andando a coinvolgere il mondo della imprenditoria femminile.

Da allora posso dire di aver contribuito a formare circa 2mila persone.

Svolgo attività di consulenza individuale e personalizzata e allo stesso tempo porto avanti la mia University ‘DonnaOn’, al cui interno operano donne che hanno come obiettivo primario quello di innovare, creare rete e ispirare altre donne a farsi avanti.

Si tratta di un percorso guidato della durata di un anno circa che porta le corsiste a lavorare intensamente sulla loro anima e il loro essere donna, liberando tutto il potenziale innato che a volte per vari motivi rimane ignorato.

Dal 2017, inoltre, ‘DonnaOn’ è diventato un Congresso vero e proprio, che si svolge nella cornice dell’hotel Corallo di Riccione.

Un congresso dedicato interamente a imprenditrici, libere professioniste e free lance, il primo di questo genere in Italia e a cui nel corso degli anni in tante si sono ispirate creando altri eventi simili.

Abbiamo avuto ospiti come Roberta Cuttica Re, Stefania LoGatto, Txell Costa, Igor Sibaldi, Paolo Borzacchiello e tantissime professioniste di alto livello”.

Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non? Puoi raccontarci un episodio significativo?

“Penso che la resilienza sia una forza inespressa che tutti noi abbiamo dentro fin da quando siamo piccoli.

Se ci pensi, anche imparare a camminare è un po’ una forma di resilienza: prima di riuscire a muovere i loro primi passi, i bambini cadono e si rialzano in continuazione.

Il periodo che stiamo vivendo sta mettendo davvero a dura prova la nostra Fede e la capacità di reagire alle avversità.

Ci troviamo di fronte a qualcosa di mai visto prima: il nostro cervello è confuso, disorientato, non sa in quale direzione muoversi non ha uno storico su cui fare paragoni e creare una linea futura.

Sono convinta tuttavia che ogni problema nasconda al suo interno una opportunità: è in questo momento che, guardandoci attorno, possiamo scorgere delle porte che in passato non avevamo minimamente notato, porte dietro le quali potrebbero esserci delle splendide occasioni da cogliere.

Non nascondo che anche io, in questi dieci anni, ho attraverso momenti di paura e scoramento.

Per questo credo sia importante avere al nostro fianco un mentor o un consulente con cui confrontarci e capire le scelte più giuste da fare per noi, una persona che abbia le competenze che occorrono per guidarci dentro il nostro scrigno per attingere a quelle componenti che noni da soli non vediamo e supportarci nel modo migliore”.

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

Resilienza significa anche capacità di trasformare un problema in opportunità: condividi questa visione? In che modo sei riuscito a metterla in pratica?


“Posso raccontarti quello che mi è successo quando in Italia è arrivata la pandemia di Coronavirus e in che modo ho affrontato il lockdown di queste ultime settimane.

Pensa che proprio l’8 marzo, giorno in cui sono entrate in vigore le limitazioni alla mobilità, si sarebbe dovuto svolgere il Congresso di DonnaOn.

Per noi è stata davvero una grande sfida.

Eravamo pronte a partire e ci siamo dovuti bloccare all’ultimo minuto dopo aver lavorato duramente per un’anno.

Ho avvertito fin da subito un fortissimo senso di responsabilità: sia nei confronti delle 15 professioniste che avevano collaborato insieme a me a questo progetto sia nei confronti delle centinaia di donne che attendevano con ansia questo appuntamento.

Per qualche giorno ho perso la bussola ma ho pensato a tutte le donne che ho sostenuto e ispirato in questi anni e non potevo ne volevo lasciarle da sole.

Io sono in contatto con una rete vastissima di donne sia in Italia che all’estero in particolar modo Spagna e Sud America.

Molte di loro continuavamo a chiedermi un supporto attraverso contenuti, lezioni e webinar.

In un primo momento ero molto combattuta, perché vedevo che praticamente tutti, sui social network, regalavano corsi di formazione.

Non volevo seguire la massa e creare un servizio prodotto dettato dalla paura allo stesso tempo volevo trovare il modo di rimanere al fianco delle donne della mia community.

Così è nata l’idea di trasformare il congresso fisico di DonnaON in una maratona virtuale di competenze, consapevolezza e coscienza.

Ora posso dire che il primo weekend è andato davvero bene: sono riuscita a coinvolgere 20 professioniste di livello assoluto e abbiamo registrato una grande partecipazione un po’ da tutta Italia.

E’ una formula vincente che ho deciso di riproporre in attesa di tornare con l’evento dal vivo”.

Carina Fisicaro

#Resilienza #collaborazione #imprenditori #territorio #etica

 

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