Resilienza Territoriale

Marco Lorenzi

Ciao Marco. Anzitutto presentati ai nostri lettori: chi sei e di cosa ti occupi?


“Mi chiamo Marco Lorenzi, ho 52 anni.

Sono nato in una famiglia di albergatori e mi sono diplomato in collegio dai Salesiani a Faenza.

In seguito mi sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, senza però concluderla.

All’età di 20 anni circa ho iniziato a gestire un locale a Pesaro per conto della mia famiglia, raccogliendo tante soddisfazioni.

Si tratta di un locale che in precedenza si era un po’ arenato e che in qualche modo ho riportato ad essere in auge.

Nel 1993 ho smesso con quella attività per trasferirmi in un albergo di famiglia a Trento.

Sono rimasto là due anni e anche in quel caso l’attività ho raccolto diverse soddisfazioni.

Dal ’96 al 2002 ho gestito il Bistrot Nettuno a Cattolica, che in quegli anni era diventato un punto di riferimento per turisti e residenti.

Poi nel 2002, per scommessa, ho rilevato un piccolo esercizio di noleggio in via Carducci e in soli due anni sono riuscito a trasformarlo in un’attività particolarmente fruttuosa.

In tutto questo sono sempre stato supportato da mia moglie, Rita, con la quale sono insieme da 23 anni.

E’ sempre stata un’ottima spalla. Io sono la mente, lei il braccio amministrativa.

Nel 2004 ho gestito un altro albergo di 85 camere della mia famiglia in Abruzzo.

Qualcosa dentro di me, però, stava iniziando a maturare.

Nel 2008, infatti, ho preso la decisione di staccarmi dalla mia famiglia e insieme a mia moglie abbiamo pensato di aprire due negozi di scarpe, uno a Pesaro l’altro a Cattolica.

Perché proprio le scarpe?

Perché le scarpe sono sempre stata una delle mie passioni.

Non volevo, tuttavia, che fosse il solito negozio di stampo classico, ma qualcosa di diverso, innovativo, di mai visto prima”.


Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non? Puoi raccontarci un episodio significativo?


“Ti racconterò un episodio legato proprio alla mia attività nel campo delle calzature.

La prima cosa che ho fatto, dopo aver aperto i negozi, è stato registrare il dominio elitestores.it.

All’epoca il commercio online era ancora un tabù per molte persone.

La gente mi diceva: chi vuoi che compri le scarpe online?

All’inizio, lo ammetto, non è stato facile partire.

Pian piano però la gente ha iniziato a conoscerci.

I negozi fisici sono cresciuti di pari passo con quelli virtuali.

La mia idea era quella di creare una sorta di ‘macchina perfetta’.

Il problema dei piccoli negozianti è che hanno troppe rimanenze in magazzino.

Questo genera una enorme dispersione di merce.

Grazie all’online ho potuto dare vita una filiera di prima, seconda e terza vendita che mi ha permesso di aggirare questo ostacolo.

Man mano che l’attività cresceva, noi abbiamo investito i proventi in nuove tecnologie, sfidando un po’ lo scetticismo generale.

Abbiamo impegnato anche delle cifre importanti, ma è questo che ci ha dato la possibilità – anche in un momento di crisi – di continuare a progredire.

L’episodio più significativo, per me, è legato ad un ordine di 4mila euro arrivato dalla Germania.

A fare l’acquisto era stato un signore tedesco in sedia a rotelle che era rimasto molto colpito dai nostri prodotti.

E’ stata la dimostrazione che con la tecnologia si può arrivare ovunque, a qualsiasi tipo di cliente”.

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reinventarsi o a proporre nuove soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?


“All’inizio dell’emergenza Covid mi sono spaventato molto, non lo nego.

Tuttavia sono una persona che reagisce e che cerca di non arrendersi di fronte alle sfide.

Io e altri operatori del centro di Cattolica ci siamo attivati per lanciare un nuovo progetto legato all’online.

L’idea è quella di creare un e-commerce connesso al portale del consorzio Visit Cattolica: una piattaforma interrativa con informazioni in tempo reale su tutto quello che avviene in città ma anche una vetrina digitale per ogni singola attività, dal negoziante al pescatore”.


Quali sono i tuoi piani per il futuro?


“Con il mio negozio, Elite Stores, credo di aver centrato già molti obiettivi.

Sono una persona che deve appassionarsi alle cose.

Credo che ogni uomo non debba mai rinunciare al proprio sogno.

Non è importante quanto guadagni ma la volontà di realizzare il progetto in cui credi”.

Marco Lorenzi

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