Resilienza Territoriale

Pietro Maria Di Giovanni: come resistere alla tentazione di dire: “è impossibile”

Pietro Maria Di Giovanni

Buongiorno Pietro. Presentati ai nostri lettori: chi sei e di cosa ti occupi?


“Mi chiamo Pietro Maria DI Giovanni e sono un avvocato abilitato al patrocinio avanti le Magistrature Superiori.

Parlo correntemente inglese e francese. Esperto cassazionista, giurista d’impresa e managing partner di Di Giovanni & Partners.

Per la mia biografia completa è possibile consultare questo indirizzo”.


Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non?


“Esistono diverse accezioni per questo termine, anche se a mio modo di vedere Resilienza vuol dire anzitutto non fermarsi o non arrendersi di fronte a cose che inizialmente non conosciamo o non riusciamo a comprendere.

Io sono sempre stato così, anche sul lavoro.

Se un cliente viene da me con una richiesta particolare, mi sforzo di non rispondere mai: ‘non lo so’ oppure ‘non lo so fare’.

Piuttosto mi rimbocco le maniche, mi armo di pazienza e inizio a studiare ed approfondire l’argomento.

Questo è un atteggiamento che conservo anche al di fuori della mia professione, nella vita di tutti i giorni, e che mi spinge a trovare il modo di superare i miei limiti e andare oltre gli ostacoli.

Naturalmente in quanto avvocato ho una responsabilità nei confronti dei miei clienti: ecco perché, se dopo aver approfondito la materia mi accorgo che non rientra nelle mie corde, preferisco consigliare alla persona di rivolgersi altrove, magari precludendomi anche un guadagno economico”.


Puoi raccontarci un episodio significativo legato al concetto di Resilienza?


“E’ un episodio che risale ormai a più di 25 anni fa.

Io all’epoca ero ancora un giovanissimo avvocato, che aveva conseguito l’abilitazione solo da un paio di anni.

A mio padre si presentò l’occasione di fare un ricorso in Consiglio di Stato.

Lui non lo aveva mai fatto e inizialmente era tentato di rifiutare.

Io però mi incaponii e, dopo un lungo braccio di ferro, lo convinsi ad accettare il ricorso.

Dovetti letteralmente trascinarlo a forza fino a Roma, dove si sarebbe svolta l’udienza.

Ricordo che eravamo molto impauriti e ci tremavano le gambe nel vero senso della parola.

Ci trovavamo in un luogo austero, al cospetto di magistrati autorevoli.

E’ naturale che fossimo entrambi in ansia.

Alla fine, però, mio padre se la cavò egregiamente, e alla fine il ricorso venne pure accolto.

Da quel momento decisi di non rinunciare mai a priori a una sfida, per quanto insormontabile possa sembrare all’inizio.

Penso che non ci fosse stata la volontà di andare fino in fondo, mettendo a dura prova le nostre capacità e competenze, avremmo perso un’occasione d’oro per la nostra crescita professionale”.

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reinventarsi o a proporre nuove soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?


“Ho cercato di rimanere il più vicino possibile alle aziende e ai professionisti che durante il lockdown avevano perso la bussola e non sapevano come comportarsi di fronte a una situazione in cui l’incertezza la faceva da padrona.

C’era chi non sapeva se poteva uscire di casa oppure se poteva aprire o meno la sua azienda.

Io mi sono messo a loro disposizione con informazioni dettagliate e precise per cercare di fugare i dubbi e riportare un po’ di chiarezza.

In alcuni casi si è trattato di vere e proprie consulenze pro bono, quasi una forma di volontariato.

I feedback sono stati naturalmente molto positivi soprattutto in termini di visbilità: credo che adoperarsi per gli altri – magari in maniera gratuita – sia il modo migliore per mettere in vetrina le proprie competeneze e dare prova della nostra professionalità.

Un meccanismo che poi ci permette di entrare in contatto più facilmente con potenziali clienti.

Inoltre durante il lockdown ho imparato a delegare a nuovi e vecchi collaboratori alcune attività per potermi concentrare maggiormente su settori orientati maggiormente alla consulenza e alla formazione.

Una strada che intendo sviluppare anche in futuro”.

Pietro Maria Di  Giovanni

#Resilienza #collaborazione #imprenditori #territorio #etica

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