Resilienza Territoriale

Ciao Giusy. Presentati ai lettori di Resilienza Territoriale. Chi sei e di cosa ti occupi?


“Sono nata e cresciuta in un piccolo borgo dell’Umbria e all’età di 20 anni ho intrapreso la mia professione di estetista.


Ho passato i miei primi 15 anni di carriera a prendermi cura delle persone nel loro aspetto fisico.

Negli anni ho realizzato che i migliori risultati che facevo raggiungere erano sempre legati ad una forte e specifica motivazione (una cerimonia, l’arrivo dell’estate, la ricerca del partner).

Ho quindi deciso di approfondire questo aspetto e per farlo ho seguito un percorso formativo iniziato col conseguimento di un master in PNL, successivamente completato con una serie di altri corsi finalizzati a diventare Life Coach.
Questa forma

zione mi ha messo in condizione da subito di comprendere l’effettiva incidenza che ha l’ambiente esterno (ciò che ci circonda) su di noi e come sia in grado di influenzare le nostre decisioni e comportamenti.


Guardando ai possibili effetti positivi di questo legame ed avvalendomi della professionalità di mio marito, architetto, ho iniziato a far considerare gli ambienti/luoghi di vita come parte di noi e mezzo efficace per realizzarsi.

Da questo nasce, circa 4 anni fa, il nostro servizio di Spaces’ Harmony Designer un metodo di progettare spazi di vita e di lavoro che guardano oltre la funzionalità, pensando soprattutto al benessere e la salute di chi li vive.

Come?

Predisponendoli affinché da influencer silenziosi e casuali a supporto che sa direzionare”.


Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non?Puoi raccontarci un episodio significativo?

“Penso capiti nella vita di ognuno di noi, sia a livello personale che professionale, di trovarci ad avere dei piani che improvvisamente vengono cambiati ed in alcuni casi stravolti; è capitato più volte anche a me e tutte queste volte messe insieme nei miei ultimi anni mi fa riconoscere oggi come una persona molto resiliente.

La prima a livello professionale si è verificata quando, all’inizio degli anni 90, mi sono trovata con 3 profumerie aperte nella provincia di Perugia ed un piccolo centro estetico;

nel giro di pochi anni ho vissuto l’arrivo delle grandi catene di profumerie con dei prezzi così concorrenziali che in poco tempo ho venduto e mi sono concentrata totalmente nel settore estetico.

Per comprendere come nel momento in cui ci troviamo a fare una scelta non sempre viviamo il cambiamento come un’opportunità ma approcciamo in punta di piedi, a volte anche con paura, considera che negli anni novanta i centri estetici erano frequentati pochissimo e per un ridotto periodo dell’anno.

Nel periodo estivo maggio- settembre magari potevo contare fino a 5/8 persone al giorno ma durante il resto dei mesi eravamo soddisfatti quando avevo 10 clienti alla settimana!

Quindi comprendi che non era il volume di affari che possiamo trovare oggi!”


Resilienza significa anche capacità di trasformare un problema in opportunità: condividi questa visione? In che modo sei riuscito a metterla in pratica?


“Nel mio modo di guardare il bicchiere mezzo pieno, nel continuare a credere in me stessa e nei vantaggi che portavo alle persone anche solo con il servizio di epilazione, nel pensare alla salute dei loro piedi per poi specializzarmi sempre di più nel trattamento del viso e nel rimodellamento forma fisica.

Ho sempre cercato di osservare le persone, ascoltare le loro esigenze, i loro punti di vista e nel tempo, mentre acquisivo nuove competenze in campo di comunicazione e neuroscienze, mi facevo sempre trovare oltre che aggiornata anche pronta ad offrire quel servizio o prodotto che il mercato proponeva.

Nel 2005 avevo due centri estetici, con 12 collaboratrici nel team, e lavoravamo veramente bene.

Poi, per motivi personali, ho deciso di cambiare regione ed il mio primo centro lo ho lasciato a mio figlio, che con suo padre ancora oggi lo gestisce, ed il secondo è stato venduto a chi lavorava lì con me”

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reinventarsi o a proporre nuove soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?


“I primi due giorni ero come un pesce fuori dall’acqua ma nel vero senso della parola!

Ricordo di aver passato la maggior parte del tempo a spostarmi tra un terrazzo e l’altro, in cerca di aria da respirare.. nella mente avevo scenari confusi sotto molti profili, mi sono sentita smarrita anche perché consapevole delle conseguenze comportamentali che ne sarebbero derivate.

Poi dal terzo giorno, insieme a mio marito, ci siamo seduti una giornata a riflettere, a parlare di cosa avremmo potuto fare e come pensare al nostro futuro economico e quello dei nostri tre figli.

Da lì l’idea di fare delle dirette zoom dove creare le condizioni per rimanere in contatto con le persone e potenziali clienti.

Tutti i giorni, per tre settimane, abbiamo messo in onda delle dirette sempre più ricche di persone e valore in termini di argomenti sorprendenti.

Torneranno ancora nei nostri salotti ma in versione settimanale perché nel frattempo si sono attivati una serie di nuovi progetti da portare avanti che limitano il tempo per proseguire con questa iniziativa risultata di successo”.

Puoi anticiparci qualcosa dei tuoi progetti futuri?


“Subito dopo i primi giorni di chiusura in casa ci siamo accorti di essere in linea con il futuro che tutti noi ci troveremo a vivere.

Quando parlo di futuro non mi riferisco alla fase uno o due ma al fatto che è tutto cambiato e cambieranno ancor di più le persone, il potere di acquisto, il modo di investire i propri soldi, i mercati in generale.

Tutti noi stiamo facendo esperienza di quanto la salute sia tra i valori più importanti e che la medicina non riesce a sanare tutto.


Il nostro progetto futuro è quello di insegnare alle persone come ambiente e persona sono un tutt’uno.

Quando siamo all’interno di una stanza ma anche fuori in giardino tutti gli stimoli che a livello sensoriale riceviamo non sono altro per noi che degli influencer silenziosi”.

Giusy Tanci

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