Resilienza Territoriale

“Restiamo a casa, ok, ma non dimentichiamo la salute” – Quali sono i rischi dell’inquinamento indoor?

“Restiamo a casa” è diventato lo slogan più diffuso ai tempi del Coronavirus.

Non tutti però sanno che le nostre abitazioni nascondono dei rischi.

Colpa dell’aria che, negli ambienti confinati, può essere ancora più inquinata di quella esterna.

Per capire quali sono i pericoli degli spazi indoor (e come prevenirli) abbiamo interpellato il dottor Claudio Muccioli, specialista in ecologia e responsabile del servizio prevenzione e protezione dell’Istituto per la sicurezza sociale di San Marino, relatore nei giorni scorsi del Primo vertice nazionale su sensibilità ambientale e comfort abitativo, promosso da ‘Stile Naturale’. 

Dottor Muccioli, perché è importante garantire la salubrità delle nostre case?

“Ormai trascorriamo quasi il 90 per cento del nostro tempo all’interno di edifici: civili abitazioni, luoghi di lavoro, ambienti di svago e altro.

Purtroppo non è sempre vero che l’aria degli ambienti confinati sia più salubre di quella esterna.

I veleni indoor si possono dividere in tre grandi categorie: inquinanti fisici, inquinanti chimici e inquinanti microbiologici.

Mi voglio soffermare in particolar modo sugli inquinanti chimici, che possono presentarsi come gas, vapori, particolato e polveri.

Tali inquinanti possono essere generati da impianti di climatizzazione e riscaldamento, arredi, materiali per costruzioni, prodotti per la pulizia e di consumo, attrezzature, ma anche da attività umane, dall’ambiente fisico esterno e da sistemi impiantistici di condizionamento dell’aria e di combustione di varie apparecchiature”.

Può farci qualche esempio?

“Cucinare ai fornelli, soprattutto se a gas, può comportare l’inalazione di biossido di azoto, aumentando il rischio di attacchi d’asma e altre malattie respiratorie.

Pitture, lacche, colle, vernici, marcatori generano invece composti organici volatili, quali formaldeide, toluene, xilene, alcoli, tricloroetilene, mentre forni a legna, caminetti e cucine sono fonti di propagazione per idrocarburi aromatici policiclici (IPA) come benzopirene e antracene.

Non dimentichiamo poi l’amianto, presente in manufatti edili e piastrelle in vinile, a cui aggiungiamo l’ozono prodotto da fotocopiatrici e stampanti, il fumo di sigaretta, pesticidi e il particolato esterno come Pm10 o Pm5”.

Quali sono le possibili ricadute per la salute?

“La presenza di questi inquinanti può mettere a rischio la nostra salute e il nostro benessere.

Si possono avere disturbi aspecifici come la cosìddetta sindrome da fatica cronica che colpisce molte persone che lavorano negli uffici o locali poco aerati.

Altri importanti disturbi sono correlati a quella che è stata rinominata sensibilità chimica multipla (MCS), una patologia che può diventare invalidante per i soggetti che ne vengono colpiti.

Sintomi ricorrenti sono difficoltà di concentrazione, insonnia, cefalea, irritabilità, tensione nervosa, depressione, irritazioni come congestione nasale, secchezza della gola, tosse secca, bruciore oculare.

Spesso queste persone vengono inquadrate come malati immaginari o psichiatrici, complicando ancora di più la qualità della loro vita.

Nei casi peggiori si può arrivare a disturbi a medio termine con disturbi su polmoni, fegato e reni, e disturbi a lungo termine, con azioni cancerogene e sulla fertilità”.

Cosa possiamo fare per limitare il fenomeno?

“La prevenzione passa anzitutto dalle nostre abitudini.

E’ importante non fumare in casa ed areare spesso i locali.

L’umidità non dovrebbe mai superare il 40-50% per tenere sotto controllo muffe e acari.

Bottiglie spray e spugne spesso introducono in casa componenti malsani.

Mai unire prodotti acidi e basici, visto che possono nascere sostanze nocive. Alcuni accorgimenti utili:

teniamo in casa piante mangia veleni e cerchiamo di eliminare i deodoranti.

Spolverare con panni umidi e non con spray.

Puliamo bene le superfici possibilmente con prodotti ecologici.

Areare gli ambienti è un’operazione che gioca un ruolo fondamentale.

Moquette e tappetti sono un ricettacolo di sporcizia, polvere, peli di animale, funghi e batteri che possono irritare i polmoni.

Ma nei tappeti si trovano anche sostanze chimiche, tra cui la formaldeide, che oltre ad irritare naso e gola è un cancerogeno.

La formaldeide è presente anche nella colla la quale a sua volte è contenuta all’interno del legno pressato che compone molti armadi, mobili, scaffali e controsoffitti.

Possiamo combattere l’inquinamento indoor anche attraverso accorgimenti tecnico/edilizi, quali la scelta di materie naturali per la costruzione di edifici, quali legno, gesso, sughero e vernici vegetali, mentre per quanto riguarda i sistemi di climatizzazione sono state progettate alternative ai termosifoni, quali caldaie a condensazione che sfruttano il vapore acqueo e riducono le emissioni di anidride carbonica.

In Italia, infine, sta prendendo sempre più piede il bocomposito di calce e canapa in alternativa al cemento”.

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