Resilienza Territoriale

Sharing mobility: dalla Lombardia a Coriano in monopattino – Intervista a Marco Nero

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Sommario

Abbiamo intervistato Marco Nero, fotografo lombardo che – con il suo esempio e il suo lavoro – cerca di promuovere i temi della sostenibilità ambientale e della sharing mobility

Sharing mobility: la sfida di Marco.

Raccontami un po’ di te e della tua storia fino ad oggi (chi sei, cosa fai, perchè lo fai)?

“Sono un fotografo pubblicitario classe 66, specializzato nel fotografare le persone presenti nelle campagne pubblicitarie di brand nazionali e internazionali.

Nell’ultimo decennio dello scorso millennio sono stato in giro in 4 dei 5 continenti, come assistente fotografo di alcuni dei migliori fotografi del mondo, poi sono rientrato in Italia e ho iniziato, grazie alla fiducia del mio agente, a fotografare in pubblicità, a Milano.

Dopo qualche anno ho conosciuto Chiara, mia moglie con la quale ho deciso dei lasciare Milano per andare a vivere a Tradate (VA) per vivere a 300 metri dai sentieri del Parco Naturale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, tenero lo studio a Milano che raggiungo con la sharing mobility in poco più di 30 minuti.

Abbiamo due splendidi ragazzi di 11 e 14 anni, Martino e Giacomo.

La mia passione per la fotografia è nata quando ero ancora un bambino: per la comunione ho ricevuto in regalo la mia prima macchina fotografica, mentre per la cresima è arrivato un ingranditore.

Se ami quello che fai non lavorerai mai un sol giorno nella tua vita (cit)”.

Perché hai deciso di donare il tuo tempo e le tue competenze per sostenere un evento TEDx Coriano, specialmente in un anno così difficile per le aziende?

“Non avrei accettato un incarico gratuitamente, neanche per il TEDx, lo faccio solo perché il tema della sostenibilità è, assieme a quello della legalità, tra in miei privi valori come individuo e come professionista.

Questa esperienza potrà essere a fianco delle ore di volontariato che svolgo da 15 anni in qualità di Guardia Ecologica Volontaria per la Regione Lombardia, con funzioni di Polizia Amministrativa.

E’ un anno difficile per tutti, ma credo che sia importante comunicare bene i propri valori per non finire nella logica del prezzo al ribasso o del confronto impari tra professionisti.

Ho scelto di percorrere i quasi 400 km che mi separano da Coriano con la sharing mobility, prendendo tutta la settimana per percorrere, viaggiando in due regioni dell’Italia cercando di incontrare (e intervistare) persone e realtà attive in merito ai 5 temi del Cowntdown.

Quale modo piu coerente per stare dietro alla fotocamera mentre fotograferò i big Italiani della sostenibilità? Ho 54 anni, quando mi ricapiterà di fare un viaggio con una motivazione così importante?”

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Sharing mobility e sostenibilità ambientale

Quando hai preso consapevolezza del cambiamento climatico/sostenibilità?

“Fin da piccolo sono stato lupetto, poi scout, in seguito vivendo in metropoli quali NYC, Parigi, Tokyo e in fine Milano ho sentito il richiamo della natura scegliendo nel 99 di vivere nel Parco di Portofino (Camogli) e in seguito nel Parco Pineta (VA).

Cresciuto in Liguria, in una famiglia numerosa con un solo stipendio, all’inizio pensavo che il mio fosse il classico risparmio economico ligure, in realtà le piccole attenzioni quotidiane che avevo erano per fare la mia parte in un processo globale devastante per il pianeta, evidente ai miei occhi”.

Cosa è cambiato da allora nella tua vita e nella tua carriera?

“Nel primo studio che ho avuto ho avuto Lifegate come energia, ho usato sempre vernici e colle da bioedilizia, ho iniziato ad apprezzare del trasporto pubblico non solo perché potevo leggere, scrivere e telefonare, ma anche il lato economico e il basso impatto ambientale.

Per la ricarica delle batterie dei miei mezzi volanti, con i quali effettuo riprese aeree, utilizzo quando possibile un grande pannello solare, sto sperimentando gli aerostati ad aria calda al posto dell’elio. Mi considero un fotografo sostenibile tanto da aver acquistato due domini l’anno scorso, fotografosostenibile.it e fotografiasostenibile.it“.

Quando hai deciso di diventare un imprenditore/libero professionista?, qual è stato il punto di rottura tra il prima e il dopo e perché hai deciso di cambiare le cose?

“Nel 1999 ho aperto la partita IVA, mi considero piu professionista che imprenditore”.

Che difficoltà hai dovuto superare?

“L’avvento del digitale è stato prima un opportunità e in seguito una minaccia, ma mi ha regalato l’opportunità di essere direttore sulla fotografia (che su pellicola non avrei mai affrontato) prima.

La gestione di tasse e contabilità sono però il mio incubo più nero, ma in questi mesi, con il COVID19, vedendo come lo stato e le regioni hanno saputo reagire, sono stato contento di aver pagato sempre le tasse”.

Quali sono stati i tuoi risultati sorprendenti?

“Ho consegnato la prima piadina con un drone (https://www.youtube.com/watch?v=6xxzWjbZAD8 ) Anche se l’ho fatto veramente, scherzo, ovviamente, non mi piace guardare indietro ma avanti…”

C’è qualcuno (mentore, compagni d’avventura, mecenate) che ha giocato un ruolo importante?

“I miei fratelli, mia moglie, la mia coach Monica Giordani e la mia mentor Toastmaster Giulia Comba“.

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I valori e i principi che stanno dietro la sharing mobility

Cosa diresti a chi non conosce nulla del tuo mondo per avvicinarsi?

“Molti credono di conoscere la fotografia leggendo un libro o acquistando una costosa fotocamera, la fotografia è un linguaggio e non conta il mezzo ma cosa si comunica.

Degli scrittori è importante sapere che penna o macchina fotografica avessero utilizzato?

Ci sono tre livelli per la lettura di una immagine, cosa riproduce oggettivamente, cosa rappresenta per noi e cosa arriva all’osservatore, ecco credo che questo faccia capire come pensare una foto”.

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E per avvicinarsi al mondo dell’imprenditoria etica e sostenibile? Cosa ci puoi dire per ispirare altri imprenditori come te?

“Stupite i vostri clienti, fate qualcosa di folle e controccorrente: rallentate”.

Quali sono le 3 piccole azioni che suggerisci ad un imprenditore per migliorare il mondo attorno a sé?

“Coinvolgere i propri collaboratori per momenti di team building nella natura.
Usare energia solo da fonti rinnovabili
Usare sharing mobility tutte le volte che è possibile farlo”.

C’è una richiesta che tu hai per i lettori?

“Scegliete, ove possibile fornitori, eco sostenibili”.

C’è qualcosa che dici spesso (es.: citazione o un motto)?

“Questo pianeta ci è stato prestato dai nostri figli. (proverbio indiano)”

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