Resilienza Territoriale

Angela Lombardo

Ciao Angela. Presentati ai nostri lettori: chi sei e di cosa ti occupi?


“Sono Angela, sono siciliana e vivo a Roma da 7 anni.

Mi occupo di consulenza strategica per i negozi fisici.

Intervengo nell’organizzazione e ottimizzazione delle risorse, nella selezione e valorizzazione del prodotto e nel miglioramento della relazione con i collaboratori e con i clienti.

Sono un’esperta di management di punti vendita, esperienza che ho maturato in 13 anni di carriera di cui 9 come general manager di Eataly nelle principali città italiane.


Dopo aver lasciato il lavoro in azienda ho deciso di intraprendere la libera professione per avere la possibilità di condividere l’esperienza che ho maturato e che ho scoperto essere di grande valore aggiunto per negozi indipendenti, di piccole e medie dimensioni”.

 Qual è stata l’importanza della Resilienza nella tua vita lavorativa e non?

Quello della resilienza è un tema che ha caratterizzato la mia vita anche quando non conoscevo il termine resilienza.

Ti racconto questo episodio recente che mi ha aperto la mente: l’altro giorno stavo parlando con Annalisa, una delle mie amiche più care, le stavo dicendo di aver fatto molti sbagli in passato e in vari ambiti della vita e lei ad un certo punto mi dice:

“ma non hai fatto molti sbagli, hai fatto molte scelte!”.

In effetti ha ragione, ho vissuto una vita in cui ho fatto tantissime scelte, anche non convenzionali, che mi hanno portata a cambiare molte città, percorsi lavorativi, frequentazioni.

Ecco secondo me la resilienza è figlia delle scelte perché chi non sceglie mai e si lascia trasportare dalla corrente degli avvenimenti non sbaglia e quindi non si mette nelle condizioni di sviluppare la resilienza.

Chi sceglie, ha l’occasione di conoscere meglio il mondo e sé stesso e di sviluppare resilienza.

Personalmente la resilienza la vedo come un processo sempre in evoluzione in cui man mano si mettono a punto modelli sempre più efficaci.

Come?

Riflettendo su cosa ha funzionato bene e cosa meno dopo aver affrontato le sfide che la vita ci mette di fronte”.

Puoi raccontarci un episodio significativo?

Ne avrei tanti ma ne scelgo uno che risale a qualche anno fa in un periodo della mia carriera in cui lavoravo ancora in Eataly.

L’ho scelto perché lontano abbastanza, quindi è già razionalizzato e metabolizzato.

Mi avevano da poco assegnato la riorganizzazione dello store di Bologna, un negozio che all’epoca era considerato “il più difficile” della catena per una serie di motivazioni legate principalmente alla logistica e al personale.

Io arrivavo da un piccolo store di 7 persone e mi sono ritrovata con un negozio con 60 collaboratori e con una parte importante di ristorazione di cui non mi ero mai occupata.

Una grande sfida che all’epoca mi spaventava molto.

Come l’ho superata?

Dimenticandomi di tutto quello che avevo fatto fino ad allora e facendo leva su 2 miei grandi punti di forza: il mio aspetto accogliente e informale (ero Angela, la ragazza mandata dall’azienda per dare una mano) e la mia grande capacità di ascolto, dei collaboratori e dei clienti.

Avevo capito che il mio compito era di servizio, ascoltare e risolvere i problemi e su quello mi sono concentrata senza farmi distrarre dall’ansia di dover dimostrare di essere brava, di fare le cose che fanno “i capi”.

Avevo già visto molti danni provocati dallo scambiare l’autorità con l’autorevolezza.

Non è stato facile ma i risultati sono arrivati sia in termini numerici che a livello umano e io ho imparato l’importanza di costruire grandi risultati partendo dal basso e a non farmi spaventare facilmente dalle sfide ardue”.

Resilienza significa anche capacità di trasformare un problema in opportunità: condividi questa visione?

“Sì condivido molto e mi sto allenando a fare uno step di miglioramento ulteriore a questo proposito.

Prima mi si presentava un problema ed entravo in automatico in modalità reattiva, adesso tra il problema e la soluzione mi sto allenando a mettere una piccola finestra di riflessione.

Potrò sembrare meno efficiente ma sul lungo periodo paga perché mi fa occupare solo delle cose veramente importanti e in linea con i miei bisogni e i miei obiettivi aumentando la mia efficacia”.


In che modo sei riuscito a mettere in pratica la Resilienza?

“Tante volte, per esempio quando ho lasciato la carriera aziendale e l’ho vista come uni’opportunità d’intraprendere quella da libera professionista.

Quando i miei continui spostamenti in varie città sono diventati l’occasione per stringere forti amicizie personali e professionali che mi hanno tanto arricchita.

Di recente poi il Covid mi ha messo di fronte ad una sfida importante: quella di mettere in discussione il lavoro come lo avevo fatto fino ad ora e mi ha dato l’occasione per riflettere su quali sono i miei veri valori.

In seguito ad un trauma si può sviluppare il disturbo post traumatico da stress, ecco io invece sono una da crescita post traumatica, le situazioni difficili mi fanno dare il meglio di me”.

Abbiamo realizzato per te un test sulla Resilienza!

L’attuale emergenza Coronavirus ha obbligato tanti imprenditori e professionisti a reinventarsi o a proporre nuove soluzioni. Tu in che modo lo stai facendo?


“Per quanto riguarda l’impostazione del mio lavoro mi ha fatto dare un’accelerata su due ambiti a cui, erroneamente, non avevo ancora dato la giusta attenzione e il giusto spazio, il magico potere del web e dei social, strumenti fondamentali anche per chi come me è focalizzato sul fisico e una più strutturata modalità di lavorare in cooperazione, sono queste le mie due sfide principali in questo momento”.


Infine: puoi anticiparci qualcosa dei tuoi progetti futuri?


“Continuerò a seguire i piccoli negozi in questa delicata fase di transizione del mercato, tra un mese circa verrà lanciato un progetto a marchio Stile Naturale capitanato dall’azienda Verdevero, con questo progetto daremo ad un gran numero di negozi un programma di formazione e consulenza ad hoc.

Mi piace molto questa sfida anche perché in un settore, quello riguardante salute, benessere ed ecosostenibilità, che mi appassiona molto e cui presto particolare attenzione da diversi anni.

Poi continuerò a seguire altre aziende, tra cui una di foodtech, mi occuperò dello sviluppo di sistemi di certificazione e tracciamento delle informazioni applicati a negozi fisici ed e-commerce.”.

Angela Lombardo

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